Spartito, testo e accordi di Guantanamera

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Spartito di Guantanamera con accordi in pdf

Testo italiano e spagnolo di Guantanamera con accordi in pdf

“Guantanamera” è una famosissima canzone popolare cubana, nata come serenata intorno all’Ottocento.

Si dice che il brano veniva cantato come serenata a tempo di bolero ad una contadina di Guantánamo (da cui deriva, per l’appunto, “guajira guantanamera”) e che aveva come sfondo le lotte della popolazione per l’indipendenza del loro paese, allora sottoposte alla dominazione spagnola.

Il tema romantico della canzone, integrato ai valori patriottici, fa sì che il brano sia diventato uno fra i più amati dal popolo cubano.

Nel 1993 la parte musicale venne ufficialmente attribuita a José Fernández Diaz (meglio conosciuto come Joseíto Fernández), un famosissimo personaggio radiofonico degli anni trenta che la portò al successo attraverso radio CMQ dell’Avana. Tale decisione, uscita dalla suprema corte di Cuba, non convinse pienamente gli studiosi che ne davano la paternità a Herminio “El Diablo” García Wilson. Comunque l’attuale testo è diverso da quello diffuso dalle radio degli anni Trenta, quando Joseíto Fernández la cantava personalmente durante le trasmissioni. In quel testo Joseìto si riferiva ad altre contadine, oltre che l’attuale “guajira guantanamera”: “guajira vueltabajera”, “guajira holguinara”. Quando la gelosissima guajira guantanamera, fuggendo via minacciò di lasciarla, Joseìto incominciò a cantarla solo per lei.

Secondo alcune fonti, senza testimonianze documentate, l’origine della parte musicale era ispirato dal bolero creolo, assai in uso nella prima metà dell’Ottocento, proprio nelle zone di Guantánamo, nella parte orientale di Cuba, che a sua volta traeva dalla “passacalle” settecentesca spagnola, una danza lenta in tempo triplo con palos ripetuto su quattro o otto battute.

Per quanto riguarda l’intero testo della canzone, tra i vari autori che ne reclamano la paternità, il più accreditato rimane Julián Orbón, un musicista cubano di origini spagnole, che nel 1949 l’integrò alla musica con le parole della poesia di apertura dei “Versos Sencillos”. Queste ultime appartengono ad una raccolta di poesie di Josè Martì, poeta ed eroe dell’indipendenza cubana, che le scrisse nel 1878. Secondo altri studiosi i versi di detta poesia furono adattati da Héctor Angulo, musicista cubano ed allievo di Julian Orbón, che più tardi la fece cantare dal cantautore americano Pete Seeger. Quest’ultimo riuscì a renderla famosa a livello internazionale, intestandola a Martí, Angulo e Seeger, mettendosi in aperto contrasto con Orbòn. La disputa giudiziaria fu vinta da quest’ultimo ma ottenne solo la paternità di arrangiatore assieme gli altri tre.

I diritti d’autore, registrati presso la SGAE, appartengono alla famiglia di Joseíto Fernández.

Qui sotto è riportato il testo spagnolo della canzone:

Yo soy un hombre sincero

de donde crece la palma

y antes morir me quiero

echar mi versos del alma.

Mi verso es de un verde claro

Y de un carmín encendido,

Mi verso es un ciervo herido,

Que busca en el monte amparo.

Cultivo la rosa blanca

En junio como en enero

Para el amigo sincero

Que me da su mano franca.

Y para el cruel que me arranca

El corazón con que vivo

Cardo ni ortiga cultivo:

Cultivo la rosa blanca.


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