Testo e accordi di Generale

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Testo e accordi della canzone Generale in pdf

“Generale” è una nota canzone italiana scritta e lanciata nel 1978 dal cantautore Francesco De Gregori. Il brano, uno tra i più famosi del cantautore, uscì per la prima volta compreso nell’album intitolato 1978 De Gregori e poco più tardi (aprile dello stesso anno) nel singolo 45 a giri, il cui lato B conteneva “Natale”. Il disco fu inciso e diffuso dalla RCA Italiana.

De Gregori scrisse sia il testo che la musica. La canzone a quel tempo riscosse un discreto successo ma non raggiunse, neanche per una sola settimana, la vetta più alta della hit parade: dovette perciò accontentarsi della seconda posizione.

Il successo più grande lo ebbe quando fu riproposta vent’anni dopo da Vasco Rossi.

“Generale” è presentata a ritmo di ballata con l’introduzione del piano di Alberto Visentin.

Le parole fanno chiaro riferimento al periodo che il cantautore passò al servizio militare nel Battaglione Alpini “Tirano” di Malles Venosta. La collina a cui De Gregori si riferisce è il Col di Tarces.

Qui sotto è riportato il testo integrale della canzone:

Generale, dietro la collina

ci sta la notte buia e assassina,

e in mezzo al prato c’è una contadina,

curva sul tramonto sembra una bambina,

di cinquant’anni e di cinque figli,

venuti al mondo come conigli,

partiti al mondo come soldati

e non ancora tornati.

Generale, dietro la stazione

lo vedi il treno che portava al sole,

non fa più fermate neanche per pisciare,

si va dritti a casa senza più pensare,

che la guerra è bella anche se fa male,

che torneremo ancora a cantare

e a farci fare l’amore, l’amore delle infermiere.

Generale, la guerra è finita,

il nemico è scappato, è vinto, è battuto,

dietro la collina non c’è più nessuno,

solo aghi di pino e silenzio e funghi

buoni da mangiare, buoni da seccare,

da farci il sugo quando viene Natale,

quando i bambini piangono

e a dormire non ci vogliono andare.

Generale, queste cinque stelle,

queste cinque lacrime sulla mia pelle

che senso hanno dentro al rumore di questo treno,

che è mezzo vuoto e mezzo pieno

e va veloce verso il ritorno,

tra due minuti è quasi giorno,

è quasi casa, è quasi amore.


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