Formazione dei bicordi

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Di minore sesta – Settime diminuite – Accordi in barrè.

Questo accordo, il cui nome stimola la nostra curiosità già  prima di conoscerne la formazione, risulta essere invece il più semplice di tutti quelli che abbiamo finora studiato e quello che, purtroppo, trae spesso in inganno i principianti a causa della sua ambigua notazione. Infatti il termine “Do 5” o “C5” induce chitarrista novizio a pensare ad un accordo in cui la quinta “la faccia da padrona” (ma in quale maniera?), invece si tratta di una terza soppressa dall’accordo generico (che non è né maggiore né minore) formato da due sole note, la Prima e la Quinta giusta. Perché quest’accordo non è né maggiore né minore? Perché mancandogli la terza (chiamata appunto caratteristica) gli viene a mancare la nota che lo caratterizza. Il salto cromatico è di 7 semitoni ma se vogliamo arricchire l’accordo e dargli un po’ più di sonorità possiamo aggiungere l’ottava superiore che dista di altri 5 semitoni, ma non esageriamo con altre aggiunte perché si costruirebbe un ginepraio di ottave parallele da far venire i brividi a coloro che la musica la sentono veramente. Il rispettivo termine inglese è “power chord”.

Il suo suono è molto caratteristico per la ragione sopra descritta, cioè per la mancanza della Terza che lo caratterizza e che quindi lo mette …. … per così dire nel limbo. Ascoltandolo si percepisce un vuoto ed un senso di incertezza che farebbe venire la voglia di aggiungere altre quinte ed altre ottave, con il rischio di cadere nella trappola. Suonatelo al massimo con tre corde comprendenti la Prima, la Quinta e l’Ottava, e quando lo incontrate, pensate che non potrete sostituirlo con nessun altro accordo!

Riferendosi al Do, ecco il bicordo: Do – Sol, che potrete far diventare Do – sol – Do. La notazione è:  Do (no 3), Do5, C5.

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Cosa sono la Fusa e la Triscroma?

scala cromatica nomi e posizioni dei gradi

Risposta alla domanda a bruciapelo: La “fusa” o “breve” è una nota con un valore doppio rispetto alla semibreve (8/4) mentre la triscroma ha un valore metà della semibiscroma (1/128).


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