Carattere delle note della Scala

Quando giochiamo con le note di una scala riceviamo le più svariate sensazioni. Questo succede perché ogni nota ha il suo carattere e quindi, per tal motivo, tale suono può suscitare vari tipi di emozione. Prima di entrare nel particolare incominciamo col distinguere due grandi categorie di suoni: “suono a carattere di moto” e “suono a carattere di posa”.

In riferimento – per adesso – a queste due sole emozioni, dopo aver eseguito una scala ed averne memorizzato la tonalità, occorre sentire con attenzione ciò che ogni singola nota può farci provare: alcune ci danno segnali ben definiti di calma, di serenità, di tranquillità e di desiderio di volerne prolungare l’ascolto; altre note destano invece senso di movimento, inviandoci segnali non tanto bene identificabili che creano vaga incertezza e desiderio di interrompere quel suono per passare ad un altro con più caratteristiche di riposo.

Nell’ascoltare le varie sensazioni provocate da ogni suono della scala ci accorgiamo che la più efficace nota di riposo è quella del primo grado, ovvero la Tonica. Questa è l’unica nota che dà il senso della calma assoluta e che esprime, soprattutto per questo questo suo stato di riposo,  la fine di un pezzo e la fine dell’intero brano musicale. La Tonica è la nota che provoca la maggiore forza di richiamo in tutte le altre, influenzando spesso, con suo forte carattere di calma, le note con cui è a diretto rapporto.

Altre note di “posa” della stessa efficacia non ve ne sono. Quelle del terzo e quinto grado (Mediante e Dominante), non certamente paragonabili alla Tonica, possono talvolta dare un piccolo senso di calma. La loro forza di posa, per quanto bassa possa essere,  diventa efficace solo quando queste due note si trovano in rapporto con la Tonica, dando carattere al cosiddetto “accordo tonale”. Possiamo definire – tra le due – la Mediante come nota di semi-posa, perché è quella che dà maggiormente il senso della tranquillità, anche se non tanto ben definito. La Dominante è ancor meno di riposo della Mediante e, anche quando è in diretto rapporto con la Tonica (senza la Mediante), assume un senso di transitorietà e – sempre – un’espressione d’interrogazione, fino a perdere completamente il senso di calma quando – trovandosi ad inizio frase melodica – coincide con un tempo debole (levare).

Fra le note che danno la sensazione del “moto”, la più efficace è la Sensibile, che si trova al settimo grado. La sua caratteristica principale è la tendenza a risolvere sulla tonica – dalla quale dista di un semitono –  perché viene da essa fortemente attratta. Questa potente sensazione di moto si fa sentire anche su altri gradi con cui essa entra in relazione. Tale influsso assume la sua più alta efficacia allorché la Sensibile entra in contatto con il quarto grado, esprimendo un carattere di moto assai più marcato, tanto che diventa inevitabile la volontà di risolvere verso Tonica, e nello stesso tempo incitare la quarta a risolvere verso la terza.

I gradi che abbiamo fin qui considerato sono la Tonica, la Mediante, la Dominante e la Sensibile. Rimangono quindi il secondo, il quarto ed il sesto grado, che assumono – in modo più o meno marcato – un carattere di moto assai variabile, a seconda se si trovino in relazione o meno con le note a carattere di moto o di posa.

La melodia viene generata dalle più svariate combinazioni che certamente conferiscono l’uno o l’altro carattere, facendo sì che questi si alternino a vicenda. È necessario che il nostro orecchio sviluppi la sua capacità di percezione emotiva al punto tale da poter riconoscere tutte le note della scala. Questo, una persona normale, non può ottenerlo in tempi brevissimi ed occorre, perciò, iniziare ad esercitarsi prima in rapporto con l’intonazione, quindi indipendentemente da questa, ascoltando soprattutto le diverse emozioni inviate dal carattere speciale di ogni nota.

Come nella melodia, anche negli accordi, che in fondo altro non sono che un raggruppamento simultaneo di suoni, si può identificare il carattere di moto o di posa. Non volendo entrare in nozioni che riguardano principalmente l’Armonia,  accenniamo soltanto all’accordo tonale e a quello di settima di dominante, di cui non si può fare a meno di conoscerli più in profondità. Questi hanno un carattere diametralmente contrario l’uno dall’altro. Il primo ha un carattere di posa assai marcato che gli viene conferito – come sopra accennato – principalmente dal primo grado (Tonica), che dà il nome all’accordo stesso. Il secondo, l’accordo di settima dominante, provoca invece una sensazione di moto assai evidente, dovuto al fatto che i suoni che lo costituiscono hanno tutti una forte tendenza risolutiva.

Questo accordo ha per base la quinta del tono, su cui si erige una terza maggiore, una quinta giusta ed una settima minore. Per semplificare il ragionamento facciamo un esempio con l’accordo tonale di Do maggiore (Tonica, Mediante e Dominante) la cui dominante è Sol (quinto grado) e incominciamo di nuovo il ragionamento: l’accordo di Settima di Dominante ha per base la quinta del tono (la quinta di Do), su cui si erige una terza maggiore (la terza di Sol che è il Si), una quinta giusta (la quinta di Sol è il Re) ed una settima minore (Settima minore di Sol è Fa). Questo accordo ha una potente caratteristica di moto con altrettanta forte attrazione verso l’accordo tonale, che nel caso dell’esempio è Do maggiore (si vedano le figure sotto riportate).

Dall’accordo tonale a quello di Settima di Dominante.

tonica e dominante
Tonica e dominante

Dall’accordo di Settima di Dominante all’accordo tonale

Dall'accordo di Settima di dominante all'accordo tonale
Dall’accordo di Settima di dominante all’accordo tonale

Per non andare oltre senza prima aver affrontato le nozioni basilari dell’Armonia, aggiungiamo soltanto che le caratteristiche degli accordi sono determinate ed indicate dallo stesso carattere dei suoni che li costituiscono. Quindi, per una buona combinazione di note formanti un “discorso armonico”, gli accordi si debbono concatenare e susseguire a vicenda, facendo sì che anche il moto e la posa si alternino tra loro. A questo punto occorre avere molta sensibilità artistica ed una vasta conoscenza della materia per poter distribuire i colori (soprattutto quelli principali che sono solo due: moto e posa).


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