Davanti a un paesaggio

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Siate avidi! E gettatevi immediatamente nel lavoro con tutta l’anima! ….. di colpo! Dipingete globalmente.

Teniate conto che la pittura è l’espressione dell’anima, perciò: più indugiate nell’iniziare il quadro, più costringete a far intervenire la vostra razionalità.

Questo non deve avvenire, perché la razionalità toglie freschezza e spontaneità alla stesura pittorica.

Tirate fuori dai tubetti i colori preferiti senza farvi mancare quelli di base (giallo, rosso e blu).

Incominciate a creare gamme grigie e leggere che dovranno servire per abbozzare le grandi masse.

Per la giusta collocazione delle grandi forme ed il loro giusto tono (per adesso relativo solamente al chiaroscuro) socchiudete gli occhi ed osservate attentamente la veduta, cercando di percepire la differenza chiaroscurale delle “macchie”.

Create sulla tela queste grandi macchie (per coloro che necessitano di partire con il disegno, invece: cercate di percepire le linee prospettiche e dare alle masse la giusta collocazione spaziale, quindi iniziare la leggera colorazione).

Queste grandi masse, che avete appena creato, adesso, avranno bisogno di un maggior rilievo nella forma, di un loro equilibrio interno (altre masse, variate, nelle masse), di una loro più esatta delineazione, di un rafforzamento dei valori principali.

Non entrate subito nei particolari, anzi cercate di semplificarli al massimo e …. addirittura …. di sopprimerli nelle parti in ombra. Impiegate pennelli grandi. Non sfumate ma accostate colori, che dovranno essere sempre smorzati e diversi tra loro (non importa se di vostro gradimento! ….. per adesso! … purché variati nel loro chiaroscuro). Cercate di schematizzare anche sugli effetti e sull’applicazione delle mezzetinte, che dovranno essere abbastanza diluite. Se volete – ma non è necessario perché questi colori saranno poi ricoperti da altri colori – potrete anche fondere i vari accostamenti, soprattutto per coprire quei piccoli spazi di tela vuota tra una massa e l’altra.

Il quadro è campito e, spero, anche equilibrato. Da adesso alla sua portata a termine, il quadro subirà notevoli metamorfosi: tutto potrà essere cambiato, tranne che il suo equilibrio chiaroscurale. Quello che è stato stabilito all’inizio dovrà rimanere tale fino alla fine. Nella campitura avrete certamente stabilito il chiaro più luminoso  e lo scuro più spento, quindi ….. attenzione a non sorpassarli con troppa spontaneità perché ciò porterebbe alla ricerca di altri equilibri. Questa campitura ha la stessa funzione degli accordi musicali che accompagnano una melodia.

Non applicate pennellate dense e spesse fino a che non siete convinti di dare i colpi finali. Tenete sempre sotto controllo l’intera struttura pittorica cercando di percepire il “globale”. Se vi accorgete di passare con tanta disinvoltura da una parte all’altra della tela e di dipingere contemporaneamente molte zone …… vuol dire che state “volando in alto”  …..  quindi lanciatevi e godetene!

Non “leccate”, o “pettinate”, le pennellate già stese sulla tela (significherebbe cancellarle!) ma rielaborate il tutto incessantemente guidati dalla vostra spontaneità. Preoccupatevi sempre della “visione globale”: girate le spalle alla tela, allontanatevi e voltatevi di scatto in modo di avere il colpo d’occhio d’ “insieme”.

Al momento di particolareggiare, non portate subito al termine un tale particolare ma siate coscienti di ritornarci altre innumerevoli volte. Passate invece da un particolare all’altro con pennellate frastagliate e ben delineate. Lumeggiate con colori sempre diversi e mai “sistematici”.

Occhio ai tranelli subdoli! Se una zona vi colpisce nella bellezza del cromatismo, vi verrà certamente la voglia di inserire lo stesso colore in altre zone: non fatelo! Uccidereste l’armonia cromatica!

Create e mettete in risalto zone misteriose ed enigmatiche, ma attenzione a non esagerare troppo. Alcune zone necessitano per natura di essere un po’ “trascurate” per effetto della prospettiva aerea, in altre invece dobbiamo inventarci gli effetti.

Se notate che qualcosa non va, fermatevi e non cercate di capire per forza da dove proviene l’errore: abbiate invece la forza di fermarvi, di allontanarvi dalla tela per cinque, dieci minuti, per poi ritornarci sopra. Se ancora non siete convinti, riprendete il lavoro il giorno successivo. Potrebbe invece piacervi!

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