Il ritratto dal vivo

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Differenza fra la realizzazione di un ritratto dal vivo e quella tratta da una foto 

È bene conoscere nei minimi particolari la differenza tra il realizzare un ritratto con il soggetto “vivo” e il riprenderlo da una foto.

Se avessimo davanti a noi un ritratto eseguito (in primo piano) da un pittore impressionista, noteremo in esso molti “attimi” (molti atteggiamenti distribuiti nel tempo in varie parti del corpo).

Se potessimo metterlo a confronto con la fotografia dello stesso soggetto, ove era stata rispettata stessa distanza e punto prospettico di ripresa, rileveremmo enormi differenze, soprattutto nella vitalità e nel movimento, entrambi anima della pittura.

Perché! Durante la seduta pittorica il volto – ed anche il corpo – del soggetto cambia continuamente negli atteggiamenti: sorride, diventa pensieroso, parla, chiude più o meno gli occhi, si gira leggermente, si annoia, ecc.

Il pittore che gli sta davanti carpisce tutti questi gesti, e sapientemente li inserisce nel contesto generale. Alla fine della seduta l’effigiato avrà ogni organo con un atteggiamento diverso, che l’artista avrà evidenziato – naturalmente – senza troppa esagerazione.

La fotografia, invece, riprende esattamente tutte le caratteristiche di atteggiamento presenti in un infinitesimo lasso di tempo, facendo risaltare l’armonia generale di “unico” movimento che ogni singolo organo giustifica con l’altro vicino. Ebbene, la foto risulta statica perché propria di un unico movimento, derivato da un solo atteggiamento.

 Realizzando un ritratto dal vivo il pittore riporta sulla tela una vasta serie di atteggiamenti assunti dal soggetto nei vari “attimi” e nelle varie sedute (se si sceglie di farne più di una). Gli occhi – naturalmente – non avranno la stessa espressione, un sorriso non conferirà mai alle guance l’atteggiamento di un gesto isolato, le gamme cromatiche dei riflessi sulla testa non saranno mai in grado di giustificarsi a vicenda e, tutte le espressioni che il volto – o il corpo – assume nel corso della seduta, vengono riportate una volta in un organo ed una volta in altri organi. Questo contribuisce certamente al movimento.

Il fruitore per percepire il movimento non deve fare altro che muovere lo sguardo su tutto il quadro. Nel fare questo – inconsciamente – percepirà il moto e la vitalità che la pittura ha conferito all’immagine.

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