Prima e dopo lo schizzo

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Nello schizzo inserite “tutto”: aspetti esteriori, quelli interiori, ricchezza di particolari e … anche … scritture. 

Vi sarà certamente capitato di trovarvi di fronte ad un bellissimo paesaggio ed essere, allo stesso tempo, sprovvisti dell’attrezzatura indispensabile per dipingere.

Sappiate che, se dovesse ricapitare, non dovrete preoccuparvi perché con un foglio di carta ed un lapis (o in mancanza di questo, una penna) potrete fissare ogni forma ed emozione.

Anche senza il colore, il disegno dello schizzo vi farà affiorare, in maniera più o meno intensa, le stesse sensazioni che avete provato nell’ammirare il paesaggio.

Mentre state realizzando lo schizzo, cercate di considerarlo semplicemente come un’idea che si deve sviluppare da sola. In parole povere non dovete affaticarvi di inserite tutto in un momento.

Quel “tutto” deve entrare automaticamente nel foglio, cioè dettato soprattutto dal sentimento, lasciando poco spazio alla razionalità. Per fare questo occorre trasformarsi in un fiume in piena senza badare di andare contro i canoni principali della tecnica. Permettetevi tutto. Dove occorre, potrete anche scrivere – nominandoli –  i vari toni e, quindi, riportare sul foglio tutto ciò che siete in grado di percepire. Più tardi, per effetto di “collegamenti”, la vostra mente sarà in grado di abbinare e quindi ricordare molte più cose, oltre la descrizione, anche quelle relative al sentimento.

Una volta preparato lo schizzo, fate in modo che non passi troppo tempo per il suo sviluppo. In esso avete cercato di inserire più elementi possibile: Adesso, invece, il primo compito – estremamente difficile e pieno di tranelli – è quello di liberarlo dai molti elementi che certamente non servono, né giovano, alla stesura pittorica. La domanda che viene spontanea è questa: perché dovrei sforzarmi a fare uno schizzo inserendo più cose possibili, quando poi dovrò eliminare moltissimi particolari? Innanzitutto, come abbiamo visto, i particolari – anche i più apparentemente insensati – hanno nello schizzo il compito di farci ricordare per “abbinamento” anche le emozioni non registrabili. Poi, non si chiede la totale soppressione di tale elementi – e questo è importante – ma la loro subordinazione all’intero contesto, regolato dalle grandi linee che dovranno colpire il fruitore dell’opera pittorica. In parole povere occorrerà rendere questi elementi come “particolari indefiniti” (ampiamente descritti in una pagina precedente).

La difficoltà sta dunque nel subordinare questi particolari all’intero contesto (non ancora creato sulla tela), seguendoli però attentamente perché rappresentano la trama stessa per lo sviluppo dell’opera. In altre parole, questi particolari sono di fondamentale importanza per darci interessanti indicazioni e diventano, poi, semplici ed indefiniti accessori nel dipinto.

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