Dare anima agli alberi

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Gli alberi sono movimento e vita (Attenzione qui si parla solo di emozioni, non di come dipingere un albero).

Innanzitutto occorre modellare i loro riflessi iniziando con un colore assai vicino a quello del carnato, quindi fate in modo – e questo è un po’ più difficile – che questi riflessi non  si presentino come veri e propri “riflessi” per evitare sensazioni fredde e  metalliche.

Una volta terminata con successo questa delicata fase, enfatizzate soltanto i riflessi che riuscite a percepire meglio.

Generalmente hanno il colore del cielo, ma fate attenzione a non stendere degli azzurri puri o semplicemente sbiancati e – se necessario – rileggetevi la pagina (Come dipingere il cielo).

Ricordatevi dell’importanza dei grigi perché attenuano l’impatto coloristico e danno modo di accentuare altri importanti elementi.

Quando modellate le masse del fogliame, fate in modo che girino, come se effettivamente non contenessero alcun elemento (foglia o ramo) al loro interno, enfatizzandone la trasparenza e agendo principalmente sui toni riflessi delle foglie. In pratica l’osservatore dovrà vedere verdi le foglie, che in effetti verdi non le avete dipinte. Infatti, se osservate bene il fogliame di un albero, vi accorgete che le foglie hanno un’infinità di toni e che, quel verde è soltanto un colore convenzionale che per “scontato” gli avete attribuito.

Sarà bene sottolineare che la tonalità globale e trasparente non deve apparire come riflesso puro, né come luce e neanche come ombra: se conoscete le quattro cose cercatene una quinta che le contenga tutte (non suggeribile perché varia in funzione della tonalità del dipinto)

L’orlo, di toni più freddi e smorzati, distingue il passaggio dal riflesso (sopra descritto) alla luce vera e propria sul fogliame (che era stata indicata nella prima stesura).

Alle foglie ed ai rami che si trovano immersi nell’ombra del fogliame soprastante, non dovrete aggiungere riflessi né alcun colore che sia più chiaro della loro globale tonalità. Queste foglie, se volete potrete anche definirle, ma senza esagerazione per evitare di togliere freschezza ed immediatezza all’intero contesto.

Da ultimo stendete pennellate corpose di chiaro nei vari punti indicati dalla natura che vi sta davanti (dall’albero).

Naturalmente, come già visto nelle pagine precedenti, è molto importante tener conto della provenienza della fonte luminosa, perché a seconda di essa il cromatismo dell’albero va impostato in modo diverso. Prendiamo due casi: fonte di luce frontale all’albero (proveniente da dietro il pittore), fonte in controluce (di fronte al pittore).

Nel primo caso, tutti i rami che si trovano dalla parte opposta dell’albero – anche se si vedono in natura – è bene non rimetterli, lasciando la massa scura pressoché a tinta quasi unita (con impercettibili variazioni cromatiche) da apparire piatta, dando quindi leggerezza all’intero albero.

Nel secondo caso il riflesso è pressoché totale, e l’albero presenterà una grande massa riflessa, dove si vedranno pochissimi punti con toni opachi.

In conclusione, il colore che deve dominare nell’albero è la mezzatinta riflessa, quella cioè che deve conferire l’effetto cromatico. Quest’ultimo deve costituire, infatti, il valore principale che da vita all’albero.

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