Il tocco nella Pittura

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Il tocco è personale: tenetevelo ben stretto!

Il vostro tocco pittorico lo avete dentro di voi sin dalla nascita.

Nell’arte di stendere il colore, alcune cose possono essere insegnate, altre no. Il tocco no! O meglio: sembrerebbe di sì, invece la risposta è no!

Il tocco non è altro che la traccia lasciata dal pennello, o – meglio ancora – la corposità della pennellata lasciata sulla tela. A molti artisti non piace, ad altri invece è indispensabile.

Molti pittori cercano di evitarlo pensando di raggiungere la perfezione nella rappresentazione del “vero”.

Essi fanno degli inutili sforzi e tolgono personalità alle loro opere: fortunatamente non avviene la totale perdita delle caratteristiche individuali perché il tocco sarà sempre visibile: quello che non è visibile a due metri di distanza, sarà visibile ad un metro; quello non visibile da un metro sarà visibile da cinquanta centimetri, ecc.

Quindi tutto diventa relativo e, se la distanza dall’osservatore alla parete in cui è appesa l’opera non permette di vedere il tocco, il “tocco” in quel dipinto è come se non esistesse.

Certamente un dipinto può anche essere meraviglioso senza che il tocco venga evidenziato, ma sarebbe sbagliato credere che tale raffigurazione sia più “reale” di una con il tocco evidenziato. Anzi … Se si mettono a confronto due paesaggi con due diversi tocchi ad una certa distanza in cui entrambi (i tocchi) vengono nascosti, ci accorgiamo che quello con il tocco più pesante è assai più nitido e “coloristico” dell’altro. Basterebbe questo per preferire la Pittura corposa a quella liscia, ma, nonostante ciò, molta gente preferisce quadri dove il tocco è meno evidente. Io personalmente adoro la pittura corposa.

Purtroppo esistono ancora troppe persone che, mistificando il tocco, ritengono che il dipinto più “finito” sia quello dove la pennellata è del tutto assente. Quel dipinto, per me, è tutt’altro che rappresentante il vero: un tocco più deciso evidenzia un oggetto, portandolo avanti e, addirittura – vincendo le regole della prospettiva lineare – portarlo nei piani più vicini. Facendo l’opposto sposteremo l’oggetto in piani più lontani. Perciò il tocco può anche essere variato a seconda delle nostre esigenze.

Chi non impiega il tocco per enfatizzare o sminuire gli elementi del quadro è costretto comunque a pronunciarne i contorni. Questi essendo di primaria importanza è bene che siano impiegati – senza esagerazione – anche in presenza del tocco.

 La cosa certamente vera – ma che ci svia – è che la natura si presenta davanti ai nostri occhi senza tocchi né contorni, e questo ci induce spesso a pensare di non impiegarli: non fatelo!

Infine … il tocco è vita nel tempo. Le pitture lisce vengono letteralmente distrutte dagli anni, quelle con il tocco rimangono.

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