Misure semplici e misure composte

Come già accennato nella pagina precedente, parlando dei ritmi, quelli meglio riconosciuti dall’orecchio umano sono derivati dalle formule binarie e ternarie.

Se andiamo oltre queste due formule, incontriamo la quaternaria che non è altro che il raddoppio della binaria, e la quinaria, una formula un po’ ostica all’orecchio che viene usata raramente in musiche popolari spagnole e slave.

Dopo di queste troviamo la senaria che può derivare sia dalla binaria che dalla ternaria (il numero sei è divisibile sia  per due che per tre). Infine incontriamo la settenaria.

Di tutte queste, naturalmente, prenderemo in considerazione soltanto le prime due.

Considerando quindi la formula binaria e ternaria possiamo configurare con esse tutti i ritmi delle canzoni che normalmente ascoltiamo ogni giorno. Qualsiasi brano musicale avrà perciò come divisione di base la misura binaria o quella ternaria. Queste due formule  – vedremo più avanti – le potremo incontrare anche insieme nella stessa misura. Avremo a che fare perciò anche con i tempi “misti” e tempi “irregolari”.

Abbiamo visto fin qui che le misure sono soggette a divisione di due o di tre tempi, ma aggiungiamo che si possono dividere anche in quattro e più tempi. Fra tutti, a noi interessano principalmente il “due”, il “tre” e il “quattro tempi”. Adesso vedremo che questi tempi (accenti principali) possono a loro volta essere suddivisi in due o tre parti che definiremo “suddivisioni” (accenti secondari). Da qui possiamo facilmente dedurre come ogni misura si distingua dalle altre, non soltanto per la quantità dei tempi che la configurano ma anche per il numero delle suddivisioni che ogni tempo della misura può comprendere. Le misure possono essere costituite in due grandi categorie: Misure con suddivisioni a forma binaria e Misure con suddivisioni a forma ternaria.

Queste ulteriori suddivisioni, a seconda se binarie o ternarie, vengono definite semplici o composte. Semplici quando i tempi vengono raffigurati con valori semplici; composte quando l’unità di tempo viene raffigurata da un valore col punto (si veda la pagina del punto).

Come già detto nella  “pagina della misura”, le cifre raffigurate subito dopo la chiave indicano due cose ben distinte: quella superiore determina il numero dei tempi compresi nella misura, quella inferiore indica la loro durata. Tale regola di lettura si impiega solo per le misure semplici, mentre per le misure composte la cifra superiore determina la quantità di suddivisioni che compaiono nell’intera misura e la cifra inferiore – come in quelle semplici – indica la loro durata.

Adesso sappiamo che nella generalità dei casi le formule fondamentali da cui derivano i tempi sono quelle binarie e ternarie.

Sotto sono riportate tre tabelle con esempi a due, tre e quattro tempi di misure semplici e composte.

  • Esempio di “due tempi”es. 1 di misura a due tempi semplice es. 2 di misura a due tempi semplice es.3 di misura a due tempi semplice

Raffigurazione delle misure semplici a due tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo così due mezzi, due quarti e due ottavi. Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a due tempi.

  • Esempi di due tempi composties. 1 di misura a due tempi composti es. 2 di misura a due tempi composti es. 3 di misura a due tempi composti
Raffigurazione delle misure composte a due tempi. Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata, ovvero: sei suddivisioni da un quarto, sei suddivisioni da un ottavo e sei da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni semplicies. 1 divisioni a due tempi semplice es. 2 divisioni a due tempi semplice es. 3 divisioni a due tempi sempliceSuddivisioni dei due tempi nelle misure semplici.
  • Suddivisione di “due tempi” composti es. 1 di suddivisione a due tempi composti es. 2 di suddivisione a due tempi composti es. 3 di suddivisione a due tempi composti
  • Esempi di “tre tempi”es. n° 1 tre tempi semplici es. n° 2 tre tempi semplici es. n° 3 tre tempi semplici

Raffigurazione delle misure semplici a tre tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo perciò tre mezzi, tre quarti e tre ottavi.  Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a tre tempi.

  • Esempi di “tre tempi” composti: es. n° 1 tre tempi composti es. n° 2 tre tempi composti es. n° 3 tre tempi composti
Raffigurazione delle misure composte a tre tempi. Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata, ovvero: nove suddivisioni da un quarto, nove suddivisioni da un ottavo e nove da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni dei tre tempi nelle misure semplicies. n° 1 di suddivisione tre tempi semplici es. n° 2 di suddivisione tre tempi semplici es. n° 3 di suddivisione tre tempi semplici
  • Suddivisioni dei tre tempi nelle misure compostees. n° 1 di suddivisione tre tempi composti  es. n° 2 di suddivisione tre tempi composti es. n° 3 di suddivisione tre tempi composti
  • Esempio di “quattro tempi”es. n° 1 quattro tempi semplici es. n° 2 quattro tempi semplici es. n° 3 quattro tempi semplici

Raffigurazione delle misure semplici a quattro tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo quindi quattro mezzi, quattro quarti e quattro ottavi.  Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a quattro tempi.

  • Raffigurazione delle misure composte a quattro tempi: es. n° 1 quattro tempi composti es. n° 2 quattro tempi semplici es. n° 3 quattro tempi semplici
Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata, ovvero: dodici suddivisioni da un quarto, dodici suddivisioni da un ottavo e dodici da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni dei quattro tempi nelle misure semplici: es. 1 di suddivisione a quattro tempi semplici es. 2 di suddivisione a quattro tempi semplici es. 3 di suddivisione a quattro tempi semplici
  • Suddivisioni dei quattro tempi nelle misure composte: es. n° 1 suddivisione quattro tempi composti es. n° 2 suddivisione quattro tempi composti es. n° 3 suddivisione quattro tempi composti

Riflessioni e conclusioni

Dagli esempi riportati nella tabelle si ricava che:

  • Le misure composte vengono considerate niente altro che una naturale derivazione delle misure semplici, a cui equivalgono nella quantità dei tempi.

  • Ogni misura semplice può quindi generare la sua corrispondente misura composta.

  • Di conseguenza in entrambi i tipi di misure  troveremo la medesima quantità di tempi.

  • I tempi della misura semplice hanno una suddivisione binaria, mentre quelli della misura composta hanno una suddivisione ternaria.

  • Tenere sempre presente che da una misura semplice si potrà sempre generarne la corrispettiva del tipo composto, semplicemente moltiplicando la cifra in alto per 3, quella in basso per 2. Riferendoci all’ultima tabella con il quattro mezzi: 4 x 3 = 12 e 2 x 2 = 4. Ecco formato il dodici quarti.


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