L’esattezza nella Pittura è motivo di noia

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Una pittura fatta con le dovute regole annoia l’osservatore e soprattutto l’autore, a meno che …  

Oggi la fotografia ha fatto passi da gigante. Basta girare in Internet per ammirare delle formidabili foto.

Talvolta si vedono – sempre nel campo fotografico – delle stupende vedute paesaggistiche, tramonti eccezionali, fotografie con contenuti psicologici veramente penetranti.

Tutto questo è dovuto all’abilità del fotografo nello scegliere il momento giusto e l’inquadratura giusta, arrivando a rappresentazioni che rasentano la realtà, ma anche e soprattutto alla natura, che offre in taluni momenti la parte migliore di se stessa.

Però  ….. c’è un però! Il principale motore non è né la macchina fotografica né il fotografo, ma ciò che viene ripreso.

La stessa cosa si potrebbe dire per la Pittura se i colori venissero stesi sulla tela in maniera perfetta. Quindi, se un bellissimo cielo venisse riportato sulla tela, come è effettivamente in natura, il quadro sarebbe “perfetto” (scusate la ripetizione).

Perfetto si! Ma in che senso?

Secondo voi, in questo caso, potrebbe esistere un ponte tra l’artista che ha eseguito l’opera (chiamiamola così) ed il fruitore della rappresentazione? Io penso di no perché il pittore non si è permesso nessuna libertà! Ha applicato soltanto regole su regole. Ha fatto il lavoro – ma estremamente più tecnico e… noioso – del fotografo. Niente di più.

Questa è una cosa davvero stancante! Le regole ci vogliono, ma dobbiamo impiegarle per coinvolgere soprattutto i nostri sentimenti, altrimenti ci troviamo in una noiosa catena seriale di montaggio. Il “bello” per essere bello non deve essere soltanto bello: il “bello” senza forza (l’anima che il pittore conferisce alla Pittura) non riesce a penetrare nel cuore del fruitore. Il bello senza l’eleganza è spoglio. Il bello senza un “minimo” di precisione – e non sto contraddicendomi – diventa caos. Il bello senza ……  ecc…. e si potrebbe continuare per molto! Il bello, invece, deve contenere tutte le cose. Queste, se inserite con equilibrio, creano armonia.

Perciò:

Scegliamo un bel paesaggio – o qualsiasi altra bella cosa da riportare sulla nostra tela – soltanto come un ottimo pretesto per stabilire un collegamento psicologico con il futuro osservatore, poi facciamo lavorare la nostra fantasia, soprattutto, nel semplificare la natura che ci sta di fronte.

Naturalmente, più bello è il “pretesto”, più bello sarà il quadro e ………………….. fate in modo che l’osservatore vada oltre la schematica rappresentazione.

Conclusione: non siate troppo coscienziosi nell’arte della Pittura per non rischiare di annoiare a morte i vostri interlocutori. E poi  …. chi vi assicura che il “vero” che avete di fronte contenga effettivamente tutte verità?

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