Accordo tonale e distinzione delle tonalità

Come riconoscere una tonalità

Nella pagina precedente abbiamo riflettuto sulla tabella delle varie tonalità – maggiori e minori – dove compare un’evidente perplessità: le tonalità in essa elencate sono un totale di trenta, quindici nel modo maggiore e quindici nel modo minore.

Riferendoci all’ottava compresa nella tastiera della chitarra ci accorgiamo che le note si ripetono ogni dodici tasti, risultando quindi evidente che il numero delle note non può assolutamente superare il numero di dodici.

Ma se analizziamo meglio la tabella raffigurata in quella pagina il Si maggiore (e quindi il Sol# minore), il Fa# maggiore (e quindi il Re# minore)ed il Do# maggiore (e quindi il La# minore) sono le stesse tonalità rappresentate dal Dob maggiore, Solb maggiore e Re bemolle maggiore con le tre rispettive minori.

Possiamo quindi affermare con tutta tranquillità che ai fini dell’ascolto le tonalità esistenti sono 24, mentre ai fini dell’esecuzione le tonalità sono trenta, quindici maggiori e quindici minori. Queste si distinguono facilmente fra loro, soprattutto dalla presenza delle alterazioni in chiave, quindi dalla configurazione della linea melodica.

Dalle alterazioni costanti (quelle presenti alla chiave) si riconoscono a prima vista due tonalità, affini l’una all’altra, una di modo maggiore, l’altra di modo minore (la “somigliante minore” o la “relativa minore”). Questo ovviamente non ci basta e vogliamo quindi riconoscere anche il carattere del “modo”. A questo punto dobbiamo analizzare attentamente la sequenza delle note che formano la melodia per distinguere se essa appartenga all’uno o all’altro modo.

Ogni melodia inizia generalmente con una delle tre note più importanti della scala, riconosciute da sempre in: Tonica, Caratteristica, Dominante. Queste tre note suonate insieme costituiscono il miglior risultato armonico nelle varie combinazioni, per cui vien detto come effettivamente tra loro vi sia forte accordo. Per l’appunto l’accordo è ciò che risulta dalla combinazione simultanea di più suoni suoni (generalmente tre o quattro). L’accordo risultante da tre note (Tonica, Caratteristica e Dominante, ovvero 1°, 3° e 5° grado) viene definito con il nome di “Accordo tonale”. È proprio su questo accordo che viene generalmente imperniato l’inizio della melodia. È proprio con questo accordo che termina la melodia. Inoltre è bene ricordare che questo accordo è quello che meglio d’ogni altro ci porta a riconoscere il carattere della tonalità e meglio di ogni altro ci dà la sensazione di perfetto riposo.

L’accordo tonale, a seconda del carattere del terzo grado che lo compone, può essere Maggiore e Minore: quando il terzo grado è maggiore (quattro semitoni dalla tonica) l’accordo tonale è di modo maggiore, quando il terzo grado è minore (tre semitoni dalla tonica) l’accordo tonale è di modo minore.

accordi tonali
Accordi tonali maggiori: Do maggiore, Sol maggiore, Re maggiore, La maggiore.

 La tonalità verrà così riconosciuta in ogni melodia con l’analizzare attentamente se tali note riguardino direttamente un accordo tonale (che andremo a cercare) o un accordo di altro genere.

Ad esempio (grafici a lato): con 2 diesis in chiave, si deve supporre la possibilità della tonalità di Re maggiore o Si minore. Se la melodia inizia o si aggira di preferenza sulle note dell’accordo tonale Re – Fa# – La, il pezzo è in Re maggiore; viceversa se la melodia s’aggira sulle note Si – Re – Fa# , queste indicheranno certamente il tono di Si minore.

accordi tonali minori
Accordi tonali minori: la minore, Mi minore, Si minore e Fa# minore. 

Tutto questo è ancora poco per riconoscere le varie tonalità. Vedremo in seguito gli sviluppi di tale sezione.


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