Dipingere l’intera testa ad olio

Il ritratto: una meravigliosa missione!

Nelle pagine precedenti sono state fatte, a proposito del ritratto, diverse premesse. Adesso siamo in grado di andare avanti ed iniziare finalmente a dipingere l’intero volto. È sempre consigliabile realizzarlo dal vivo con un modello davanti, invece che da una fotografia. Si può quindi iniziare con un amico, un famigliare, o una persona che possa o voglia accettare un quadro a sorpresa.

La distanza ideale dal soggetto da riprodurre può essere intorno ad un metro. Ci sono alcuni artisti che dipingono a distanze minori ed altri che arrivano anche a raddoppiare il metro.

Innanzitutto bisogna mettere a proprio agio il modello, con una bella chiacchierata. Non chiedergli di sorridere o di porsi in atteggiamenti forzati. Il soggetto deve essere spontaneo durante tutta la seduta. Dovrete saper conoscere i pochissimi atteggiamenti che potrete chiedergli di simulare.

Fra questi non è certamente compreso il sorriso: per questo dovrete attendere le varie occasioni, che sicuramente capiteranno durante le varie sedute. Potrete chiedergli di spostare la prospettiva, di aprire più o meno (senza esagerazione) gli occhi, di correggergli la pettinatura ed altri piccoli particolari che imparerete conoscere meglio durante le sedute pittoriche. Non meravigliatevi, ma rispettando alcuni particolari, potrete scegliere voi e con molta facilità la direzione del suo sguardo. Per fare questo occorre tenere presente che in un ritratto frontale, gli occhi che guardano l’artista hanno le iridi perfettamente tonde e perfettamente al centro, mentre se guardano in altri punti diventano più o meno ovali. Questo perché appartengono ad una palla che gira e non a un qualcosa che scorre trasversalmente verso una parte o l’altra del viso. Due iridi perfettamente tonde ed inserite lateralmente al taglio, fanno percepire all’occhio dell’osservatore che c’è qualcosa di strano, anche se non ne capisce il perché. Sembra semplice e scontato, ma alcuni principianti non si rendono conto dell’errore. Questa regola vale anche per il tre quarti senza “se” e senza “ma”, anche con prospettive inferiori che si avvicinano al profilo. Perciò riassumendo, l’iride dell’occhio è perfettamente tonda quando il soggetto guarda gli occhi dell’artista, in qualsiasi posizione prospettica si trovi il viso. Se intraprendete l’arte del ritratto, vi accorgerete che molte persone vi diranno che il ritratto è perfetto, perché da qualsiasi punto lo si osservi, gli occhi del soggetto seguono il loro spostamento. Non è vero che il dipinto è fatto bene per quel motivo; il ritratto può anche essere fatto male, ma se gli occhi hanno le iridi perfettamente tonde accadrà sempre che lo sguardo della persona ritratta segua l’osservatore. Molti pittori speculano su questa ignoranza, dicendo di aver fatto miracoli per fare in modo che lo sguardo del soggetto segua l’osservatore in qualsiasi punto si diriga: falso!

Sembra che stessi portando troppo a lungo i ragionamenti con queste piccole cose, ma  …… credetemi …. queste cose fanno impazzire veramente i principianti. Tutto ciò che in natura è dato per scontato, il pittore deve riprodurlo con cognizione di causa. Imparare a ragionare razionalmente è cosa essenziale nella pittura. Attenzione però a capire quando arriverà il momento che questa razionalità dovrà essere abbandonata! La razionalità distrugge la spontaneità dell’opera, perciò dobbiamo servirci di essa soltanto per capire ed apprendere.

Tra la tecnica con sfumatura e quella con accostamenti di colore, scegliamo la seconda perché non richiede molte conoscenze sul comportamento dei colori. Per la sfumatura vi consiglio di appoggiarvi ad un buon Maestro.

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