Dipingere i capelli ad olio

Una bella capigliatura  …. è già mezzo ritratto!

Per dipingere i capelli bisogna preparare molto bene il colori di fondo, perciò è assolutamente sconsigliato cercare di dare gli effetti di luce ed ombre direttamente sulla tela “bianca”, ma questo è ancora insufficiente: come il viso e le altre parti del corpo, i capelli necessitano una preparazione di fondo, ma questa preparazione non basta, quindi si richiede un’ulteriore stesura di colore, che rimanga influenzata dal primo strato, per poter poi dare corpo, movimento ed armonia all’intera capigliatura.

Ci sono, negli stessi capelli delle zone che richiedono strati di pittura fresca su strati completamente essiccati, e altre zone, che richiedono nuovi strati di pittura su strati non completamente essiccati.

Altre zone, in particolari condizioni, necessitano colore fresco su colore fresco, cosa questa che il principiante dovrà premurosamente evitare.

 Il capello preso singolarmente  è un sottile filo lucido, capace cioè di riverberare la luce e quindi di rifletterla nelle più svariate direzioni a seconda della sua disposizione. Detto questo se si avesse la pazienza di dipingere tutti i capelli, dettagliatamente uno ad uno, sembrerebbe che alla fine avremmo una testa perfetta ed armoniosa. Avremmo invece un ammasso di tratti che forse non darebbero neanche la minima idea di una capigliatura. Questa è una grande fortuna, perché se analizziamo bene il tutto, ci accorgiamo che più semplifichiamo i capelli e più danno idea di assomigliare a quelli del soggetto. Una volta preparato accuratamente il fondo, bastano pochissime sapienti pennellate a dare forma ed armonia ai capelli. Attenzione però a scegliere bene il cromatismo di dette pennellate! Questo nel pittore proviene dalla parte più profonda della sua mente e quindi, molto spesso sorpassa la ragione. Il principiante deve riuscire a vedere nel modello il vero colore del capello illuminato e quello del capello in ombra. Ci sono nei capelli miriadi di colori derivati da altrettanti effetti esterni. I principali si contano sulle dita della mano:

  1. Il colore di secondo fondo (come sopra descritto), essendo il colore di base dei capelli, è facile da riprodursi. Ha soltanto parti chiare e pari scure che danno le grandi forme della chioma. Si raccomanda di eseguirlo a piccole macchie che degradano senza mescolarsi tra loro sulla tela.

  2. Dal modello che si ha davanti, cercare di discernere il colore reale in luce, dal colore dei suoi riflessi. Questo è molto importante perché la sequenza vuole che si stenda prima il suo colore reale, poi quello riflesso. Guardate bene il modello e soffermatevi attentamente per cercare questa differenza.

  3. Stessa cosa di cui sopra per le parti in ombra

  4. Stessa cosa di cui sopra per le parti in “ombra riportata” che rendono più pure le zone che ombreggiate dai capelli, che talvolta colpiscono anche il viso.

  5. Riflessi della parte in luce che dipendono soprattutto dalla fonte di luce ma anche dall’ambiente. Questi sono molto difficili perché, se non sapientemente stesi, possono trasfigurare il cromatismo proprio del capello. Allora occorre sforzarsi per riconoscere la differenza tra il colore proprio ed il colore del riflesso. La foto riesce a dare l’influenza  del riflesso ma è molto difficile riprodurlo da essa. Per poter studiare a fondo questa differenza, fate muovere lentamente la testa del modello da una parte e l’altra per scrutare le variazioni cromatiche: variano entrambe (purtroppo!) ma quelle dei riflessi variano in modo repentino.

  6. Riflessi della parte in ombra che dipendono esclusivamente dall’ambiente. La luce principale che colpisce il soggetto, colpisce anche tutto il resto dell’ambiente e questo riflette a sua volta i suoi colori alle parti in ombra del soggetto (principalmente alle parti in ombra ma anche alle parti già illuminate). All’esterno,  sotto la luce del sole, in una vasta e libera piazza senza nessuna cosa che circonda il soggetto, praticamente non esistono riflessi ambientali, tranne quelli della pavimentazione, che poco possono influire sulla testa, che è per la sua gran parte esposta al cielo.

Io semplifico in questo modo in tre fasi:

  • Prima fase: in questa fase, indipendente dal colore dei capelli del soggetto, io accosto grandi macchie di colore vivo con molte tendenze, che partono dal giallo cadmio, blu oltremare e lacca di garanza e lascio essiccare bene la tela. Naturalmente non starò con le mani in mano fino al giorno dopo, perché mi sarò programmato il lavoro in modo da poter dipingere altre zone, o addirittura passare ad un altro quadro da iniziare o rifinire.

  • Seconda fase: questa dipende dal colore dei capelli del modello. Se è moro, stenderò colori scuri con molte piccole variazioni di cromatismo, rispettando però le luci e le ombre. I colori che adopero in questo sono il nero, i vari blu (oltremare, Prussia, cobalto ecc …), le terre (verdi rosse) i rossi (carminio, lacca di garanza) i gialli (cadmio). In questa fase cerco di conferire all’intera capigliatura le forme generiche e già ricerco l’armonizzazione dei colori. Devo fare attenzione a non mescolare nessuna pennellata già presente sulla tela con altre nuove pennellate (questo lavoro lo può fare soltanto chi ha la volontà di sfumare e ne ha l’abilità per farlo). Se invece il soggetto è biondo, con gli stessi pigmenti formerò colori più chiari e tendenti al giallo. Mi faccio divieto di scurire e schiarire con un solo colore!

  • Terza fase: la capigliatura ha già una forma, ed il suo colore è già armonizzato. Mancano gli sporadici ciuffetti, i rilessi ambientali nelle parti scure, i riflessi di luce

Qua sotto un volto, ho riportato un famoso dipinto di Hayez (il conte Ninni):

Con un solo sguardo riconoscerete il colore globale dei capelli, poi volendo entrare nel particolare, osserverete i colori che assumono le parti illuminate e quelle in ombra, quindi i riflessi molto accesi sulle parti in luce, e, se fate molta attenzione, noterete anche qualche leggero riflesso sapientemente steso sulle parti in ombra.

Per quanto riguarda la colorazione dei capelli, lo vedremo più avanti, quando dipingeremo un intero volto.

Un ritratto eseguito da Francesco Hayez: il conte Ninni
117 hayez - il conte Ninni
Francesco Hayez: il conte Ninni

Al menù di inizio corso di pittura


4 pensieri riguardo “Dipingere i capelli ad olio”

  1. Buongiorno, sono autodidatta e non capisco bene quando leggo che alcune parti della capigliatura vanno lasciate essiccare, prima di stendere il colore, mentre altre non devono essere lasciate essiccare. Si può avere un esempio pratico? Grazie.

    1. Salve Maria Marta: Dipende da ciò che si vuole ottenere. Il colore fresco su quello secco, dato leggermente su un fondo ricco di gamme cromatiche, svolge un buon effetto di movimento e armonia coloristica. Il colore fresco su fresco deve essere steso con molta attenzione e perizia tecnica per conferire ai capelli effetti di morbidezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *