Il salto sulla tastiera della chitarra

Cambi di posizione e salti da un punto all’altro sulla tastiera della chitarra

I movimenti delle dita, che dovranno avvenire in posizioni lontani da quella in cui attualmente stiamo suonando, debbono agire in modo assai naturale e con il minimo dispendio di energia e movimento. Generalmente, nell’attimo del salto c’è sempre il dito (o le dita) che ha fatto l’ultima nota su una corda. Occorre sfruttare questa occasione  e spostare la mano trascinandola parallelamente al manico senza alzarla dalla corda (o corde) per suonare nella nuova posizione.  Sul rigo (pentagramma musicale) questa operazione è indicata con un piccolo trattino obliquo accanto alla nota (verso l’alto o il basso a seconda del rispettivo salto verso le note alte o basse). Questa operazione serve innanzitutto a risolvere felicemente due delle tre preoccupazioni del salto, che sono: trovare l’esatto tasto, trovare l’esatta corda (o corde), mantenere l’esatto orientamento della mano sulla tastiera. E questo non è cosa di poco conto!

Talvolta la nuova posizione richiede un salto in cui è impossibile sfruttare le dita che già si trovano sulle corde, e il salto (cambio di posizione) risulta assai più difficile. Qui l’avambraccio deve svolgere un ruolo alquanto importante (lo svolgeva anche nel salto con l’aiuto del dito sulla corda, ma automaticamente, e quindi in modo naturale) ruotando in adduzione verso le note alte oppure in abduzione verso le note basse, avendo per fulcro il gomito. Quando il salto è molto lungo questi movimenti di adduzione e abduzione devono essere associati ad un leggero avvicinamento ed allontanamento del gomito dal corpo. Qui le preoccupazioni rimangono quelle sopra descritte ed in più si raccomanda di non provocare inutili movimenti o contrazioni alla spalla sinistra, che dovrete necessariamente ascoltare durante l’esecuzione del salto. Rimane scontato che il pollice deve riprendere la sua naturale angolazione.

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Cosa si intende per rivolto di un intervallo?

Risposta alla domanda a bruciapelo: Il rivolto di un intervallo è Il trasporto della nota inferiore all’ottava superiore. Ad esempio “Do – Re” è un intervallo di seconda maggiore ed il suo rivolto è “Re – Do” un intervallo di settima minore.


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