Sostituire le corde alla chitarra classica

Le corde della chitarra, con il passare del tempo e l’uso quotidiano, tendono a deteriorarsi e quindi: si ossidano, cambiano aspetto perdendo la qualità del suono e, talvolta, arrivano al punto estremo della prematura rottura. Generalmente il chitarrista, accorgendosi della perduta brillantezza, riesce a superare quest’ultimo punto sostituendo la corda prima che si rompa. Ognuno (professionista e dilettante) monta le corde alla propria maniera, con metodi variabili, più o meno validi, ma che ai fini del suono possono essere tutti accettati. Alcuni sistemi di cambio però possono generare diversi inconvenienti e cioè, la minor durata del nuovo set di corde, problemi di estetica e, talvolta, anche danni più o meno gravi allo strumento come vedremo in seguito. Tenere presente che per quanto riguarda il “passare del tempo” è necessario sommarci anche quello che scorre nei cassetti delle botteghe di generi musicali che hanno pochissimo smercio: per i pignoli – e questo fa ridere – l’invecchiamento dei prodotti inizia già dall’uscita della fabbrica. Vediamo ognuno di questi tre inconvenienti:

  1. Minor durata: Fare particolare attenzione ai punti della corda a contatto con le parti della meccanica. Piegature involontarie e pressioni inopportune nell’arrotolamento della corda sugli assi delle chiavette potrebbero indebolirla. Per fortuna per quanto riguarda le pericolose piegature il problema è quasi inesistente nelle corde di nylon, mentre occorre dare loro un buon arrotolamento (preferibile verso l’interno), facendo in modo che la corda non si accavalli su se stessa. Tenere presente che le corde, soprattutto la quarta, quinta e sesta – in modo assai particolare quella del RE – sono ancor più soggette delle altre a rovinarsi nei punti corrispondenti alle sbarrette, quelli dove agisce la pressione delle dita della mano sinistra. Un modo per raddoppiarne la durata nel tempo è quello di girarle (il capocorda del ponticello verrà passato alla paletta e, di conseguenza, l’altro al ponticello) appena quei punti di contatto incominciano a dare segni di prima sofferenza.

  2. Problemi di estetica: Una corda mal montata dà sempre una brutta impressione. Talvolta si vedono delle chitarre la cui palette paiono infiocchettate a festa, con tutte le corde imbrogliate su se stesse. Occorre invece tagliarle al punto giusto tenendo anche conto di eventuali giri (come sopra accennato, da capo a coda) di corda.

  3. Danni più o meno gravi alla chitarra: Corde accordate al di sopra dei loro toni, oltre al pericolo di prematura rottura, portano certamente alla piegatura del manico, uno dei peggiori inconvenienti per lo strumento. Per tale ragione – sbagliando – molti dilettanti tengono la tonalità generale un tono sotto quella giusta. Occorre ricordare che la chitarra è stata studiata per ottenere quella data tonalità e sopportare quelle date tensioni di corda e che, quindi, il suo miglior rendimento viene dato quando l’accordatura è esattamente quella che coincide con il nome delle rispettive corde.

Iniziamo cambiare una corda:

Ammettiamo che la quinta corda sia rovinata in più punti e quindi sia da sostituire. Evitiamo di tagliarla con le forbici perché esiste il pericolo di prendersi nel viso la frustata derivata dall’improvviso scarico della sua forte tensione. Perciò una buona norma è quella di allentarla dalla chiavetta fino a che non sia del tutto priva della forza di tiraggio e cercare di sfilarla dai due punti di attacco, iniziare preferibilmente da quello della paletta. Una volta liberata la chitarra dalla corda fatiscente possiamo procedere al montaggio di quella nuova iniziando il fissaggio di un suo capo al ponticello. La nuova corda si presenta spesso libera da ogni altro particolare (talvolta con un piccolo cilindretto di ottone, ferro o acciaio, a forma di puleggia, che nella chitarra classica è bene venga rimosso).

Attacco delle corde al ponticello
Attacco delle corde al ponticello
Attacco delle corde alla paletta
Attacco delle corde alla paletta

Ogni asse della chiavetta, su cui si deve arrotolare la corda per il tiraggio ed il mantenimento della tensione, è disposto in maniera che ambedue le estremità ruotino nelle cavità del legno della paletta. Per dare gradualmente tensione alla corda si agisce solo sulla chiavetta. A questo punto occorre pazientare molto perché la corda nuova dovrà via via adattarsi alle progressive tensioni: quando arriverà all’esatta tonalità vi accorgerete che entro 30 secondi sarà di nuovo scordata (più bassa di tono) e, quindi, occorrerà reagire di nuovo tirandola. Quei 30 secondi poi diventeranno 60 e, via via, con il passare di alcuni giorni, la corda potrà tenere bene la propria accordatura. La rapidità nella sostituzione  di una corda è un’esclusiva esigenza del suonatore che si trova nel mezzo di un concerto. In tale occasione occorre non solo molta perizia nel montaggio ma saper anche mantenere accordato lo strumento durante l’esibizione tirando spesso la corda, anche sfruttando le relative pause del pezzo che sta suonando.

Fissaggio di un’estremità della corda al ponticello:

Infilate la corda nel foro del ponticello con direzione verso l’esterno. Prendete la sua estremità, tiratela per due o tre centimetri e passatela attorno alla corda nel suo punto di entrata nel ponticello (come nella figura a sinistra). Sempre agendo sull’estremità della corda, inserire questa tra il ponticello (nel punto di uscita) e la stessa corda. Una volta in tensione la corda rimarrà fissata al ponticello e non riuscirà più a scorrere su se stessa. Teniate conto che la corda da sostituire era il LA. Per quanto riguarda le tre corde più alte, cioè quelle interamente di nylon, sarà bene fare più avvolgimenti come mostra la figura.

Fissaggio dell’altra estremità della corda sull’asse della chiavetta:

Ci sono diversi sistemi per ovviare lo scivolamento iniziale della corda sull’asse della chiavetta. Il montaggio del Mi basso (sesta corda), essendo assai spesso, non provoca problemi e perciò basta infilare l’estremità della corda nel buco dell’asse e girare la chiavetta facendolo ruotare verso l’esterno, cioè in senso antiorario. Nelle corde più alte, soprattutto quelle del Sol, Si e Mi cantino, occorre particolare attenzione affinché nei primi giri della chiavetta le stesse corde non scivolino sull’asse e, quindi, non richiamino la parte di corda che dovrebbe rimanere esterna alla chitarra. A questo punto si può scegliere uno dei tre sistemi sotto riportati:

  • Inserire la corda nel buco dell’asse e lasciarla molto lenta. Girare la chiavetta facendo fare diversi giri di avvolgimento tenendola sempre senza tensione e cercando di mantenere le spire unite ed a ridosso del punto di immissione della corda, quindi, quando quest’ultima smette di scivolare, iniziare a tirarla ed alzarne gradatamente il tono. Quando le spire, assai unite a se stesse, entreranno in tensione tenderanno a spostarsi verso l’entrata del foro comprimendo in quel punto la corda che lo sta attraversando.

  • oppure: inserire la corda nel foro e far fare all’asse della chiavetta mezzo giro. Prendere l’estremità già uscita e, seguendo il senso della spira, infilarla di nuovo nel buco dalla parte opposta, quindi tirare la corda portandola a tono.

  • oppure: inserire la corda nel foro e far fare all’asse mezzo giro. Prendere l’estremità già uscita e infilarla di nuovo nel buco dalla stessa parte imprigionandone la spira.

Nel primo caso il numero delle spire non deve essere eccessivo perché se gli avvolgimenti arrivano a toccare il legno della paletta, non avendo più spazio per continuare, si accavalleranno su se stessi. La manipolazione della chiavetta per portarla alla giusta tensione deve essere sempre morbida e senza intoppi. Se l’avvolgimento forza contro qualcosa vi accorgerete che girare la chiave diventerà più faticoso. Continuare a forzare con la chiavetta succede che la corona dentata della macchinetta subisce dei danni. In tal caso, in futuro, la sua azione sarà sempre più dura, anche con corde montate a regola d’arte.

Si veda anche la pagina dove si parla dell’accordatura della chitarra.


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