Dipingere la terra ad olio

Dipingere il terreno, dipingere i campi, dipingere le montagne

La terra delle strade, delle vigne, dei campi, dei monti, dei sentieri si presenta sempre colori e tonalità differenti: a seconda della natura del terreno, della stagione, delle condizioni atmosferiche. Nonostante tutte queste varianti, esistono degli aspetti comuni che andremo a parlare qui appresso.

Il colore del terreno, di solito, è assai scuro nei campi che vengono normalmente coltivati, un po’ più chiaro nelle zone incolte ed abbandonate, ed ulteriormente più chiaro sulle strade sterrate, sui sentieri e viottoli di campagna. La ragione, naturalmente è assai evidente: la terra che viene normalmente coltivata è una terra fresca e smossa, contenente zolle di diverse dimensioni, frequentemente inumidita dai sistemi di irrigazione, e che per la sua composizione strutturale, crea ombre e si presenta con toni abbastanza scuri. Il terreno dei viottoli e dei sentieri, è asciutto, battuto, liscio in molte sue parti, riflette di più i raggi del sole, ed è quindi, di tonalità più chiara. I pigmenti ideali per dipingere il terreno umido sono la terra di Siena, i rossi, il carminio, mentre per dipingere la terra dei viottoli e dei sentieri, che è più gialla nelle parti esposte al sole e più tendente ai toni grigi nelle parti in ombra, occorrono gli azzurri e le garanze scure.

Cezanne-rupi e colli in Provenza
Un’opera di Cezanne: Rupi e colli in Provenza

I colori del terreno, per la sua multiforme strutturazione, non sono mai uniformi. Questo vale per le vigne, sentieri, campi, prati, qualunque sia la loro tonalità. La norma generale ci dice di tenere sempre presente che bisogna aggiungere, al colore proprio del terreno che si presenta sotto i nostri occhi, moltissime varianti, toni distinti tra loro e dipingere colore su altro colore. Il colore base della terra che dobbiamo riprodurre deve essere diversificato anche con tocchi e ritocchi e ripensamenti. Bisogna immedesimarsi e cercare di vedere anche le più piccole differenze di cromatismo nel modello stesso. Il fatto è che sono effettivamente sotto i nostri occhi, ferme e pronte per essere rappresentate.

Cezanne-cortile di fattoria
Cezanne: Cortile di fattoria

Un trucco molto semplice per fare distinzioni tra campo e sentiero, è quello di dare importanza alla direzione delle pennellate! Nel primo caso devono essere sempre (diciamo la maggior parte delle volte) orizzontali, per dare la sensazione di un campo, con l’erba che è stata falciata, mentre per il sentiero, le pennellate possono essere stese in verticale, se questo va in profondità e, in orizzontale se corre verso il lato destro o sinistro della tela. Un altro accorgimento è quello di variare le gamme cromatiche in ogni piano del dipinto, tenendo sempre presente a non incorrere nell’errore generico, cioè quello di confondere i chiaroscuri della terra con i chiaroscuri delle parti in ombra: i primi hanno, tra l’altro, lo scopo di diversificare la natura del terreno, mentre i secondi danno forma e plasticità. Sui primi può intervenire anche soltanto la fantasia, mentre per i secondi occorre occhio e ragionamento: un’ombra invertita richiama altre ombre da invertire …. ed  …. è l’inizio del caos! Non correte e fermatevi spesso a riflettere. Non ripassate il pennello dove il colore è già stato steso! Questo è un vizio che non va mai preso, anche se tuttavia talvolta è necessario negli ultimi piani, in prossimità della linea dell’orizzonte, per rappresentare mari, barche, montagne, verde (che in effetti lo vediamo grigio) in lontananza. Questi, sono quei grigi che generalmente tendono all’azzurro ed al violetto, ma nessuno vi vieta di farli tendere al altri colori di vostra scelta, purché giustificati dal cielo che avete prima scelto.

Se i monti o le montagne sono più vicine e dovrete quindi inserirle nei piani medi, cercate di mostrare molte varietà di parti terrose, con vegetazione, con rocce ed avvallamenti, alberi, boschi, ecc. Occorre creare per questo, una miriade di forme e cromatismi, e, il miglior consiglio che potrei darvi è quello di tenere presente le costanti sopra spiegate e, senza perdere la pazienza, osservare e lavorare senza improvvisare. L’improvvisazione fa rovesciare le ombre con conseguenze inaspettate. Ne basta una messa male, che se presa come punto di riferimento … l’opera se ne va!

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