Dipingere il mare ad olio

Dipingere l’acqua del mare

Il colore del mare, è semplicemente il colore dell’immensa volta celeste. Questo è un parametro fondamentale da tenere sempre presente nella sua realizzazione.

Quando il cielo è azzurro, anche il mare deve essere azzurro, e, se il cielo si annuvola diventando grigio, il mare si fa, a sua volta, grigio. Il mare ci trasmette anche gli effetti della prospettiva aerea, cioè dell’atmosfera interposta tra noi e l’orizzonte: il suo colore diventa chiaro (un chiaro spento), ed impallidisce allontanandosi dall’osservatore, fino a confondersi con il cielo nella linea dell’orizzonte. Il contrasto delle onde e dei loro effetti (schiuma, luci ed ombre delle masse agitate), è più marcato nei primi piani; il primo piano appare nitido e di colore vivo, mentre il mare all’orizzonte assai sfumato e sfocato.

 Monet-la grenouillere
Monet-la grenouillere 
Attenzione!

Per esigenze tecniche di Youtube, il video deve essere inferiore ai 10 minuti.

Quindi ho dovuto rinunciare ai tre colori base che sono abituato a stendere sul fondo prima i realizzare i miei quadri perché avrei certamente superato la soglia del tempo.

Sono partito cioè da un odioso fondo bianco.

Il mio video su come dipingere il mare in 8 minuti

La risoluzione del problema riguardante la forma delle onde, il movimento del mare, le ricche tonalità della candida schiuma che si rovescia sugli scogli e sulla battigia, dipende soprattutto dalla pratica accumulata durante le numerose realizzazioni di marine e paesaggi marini. Il movimento dell’acqua, in tutte le sue forme, viene da noi percepito e subito dimenticato. Si tratta di catturare gli istanti, gli attimi fuggenti, e per fare questo è necessario talento e tanta esperienza. Nel dipingere un mare agitato, deve per forza intervenire la nostra fantasia, la nostra ragione e la nostra memoria. È veramente impossibile riprodurre dal vivo gli effetti delle onde, perché ci mancherebbe il tempo materiale per poterle realizzare, come invece avviene con la macchina fotografica. Naturalmente il modello che abbiamo davanti ci serve come esempio generale e noi dobbiamo avere l’accortezza di ricordare degli effetti da riprodurre. Dato per scontato che il mare è un modello in perenne movimento, le sue onde, le turbolenze da esse create nello sbattere contro gli scogli, l’innalzarsi della schiuma in miriadi spruzzi cangianti, sono cose che si vedono, si dissolvono, poi si rivedono… ogni volta in forme sempre più impensabili. Ma fortunatamente, nella loro generalità, queste masse di colore si ripetono. Occorre perciò osservare con molta attenzione, e ricordare, per riportare poi sulla tela quegli istanti con il solo aiuto della memoria, avendo tuttavia sempre vivo e dinamico il modello davanti a noi. Non è cosa facile, ma, con un po’ di pratica e qualche trucco si può…

Il colore del mare, generalmente è azzurro o verdastro, ma nei primi piani, con quell’isolotto (la Grenouillere di Monet in figura in alto), per esempio, presenta una miriade di straordinarie sfumature e di colori, dallo scuro assoluto all’azzurro, al verde chiaro, con riflessi rossi, qualche riflesso bianco dei vestiti. Questo perché l’acqua è in continuo movimento; quindi è bene osservare lungo la zona in cui l’acqua ondeggia dolcemente ed analizzare con molta decisione, a prescindere dal movimento, le esatte gamme cromatiche contenute in questo sfavillio, che generalmente non è azzurro, ma del colore di turno, riflesso in quel momento. Di turno, perché la dolce onda può assumere infinite posizioni quindi riflettere un pezzo di cielo, un pezzo di vestito, un pezzo di albero, un pezzo di barca ecc. Per fare questo si richiede molta pratica e conoscenza del comportamento dei colori stesi, nei vari processi temporali di essiccamento. In parole povere, bisogna sapere anche come si comporta un colore quando viene steso su un altro strato di colore fresco. Non mi voglio dilungare in cose che si debbono acquisire solamente con lunghi esercizi. Un trucco può essere quello di dare una tonalità di fondo al mare, lasciarla essiccare e lavorare a strati, evitando così di impastare i colori sulla tela. I colori impastati sulla tela tolgono contrasto ed impoveriscono le tonalità. Non è permesso impastare i colori sulla tela. Una volta stesi è bene lasciarli essiccare. Tuttavia talvolta, nei piani lontani, prossimi all’orizzonte, questa tecnica viene impiegata con ottimi risultati.

Evitate di iniziare a dipingere i riflessi sulla tela bianca. È necessario dipingere il fondo di quello che sarà il completo del mare, cioè dovrete dargli la tonalità globale (secondo il modello o i vostri gusti) e la prospettiva aerea (colore più nitido nei primi e secondi piani, colore sfocato grigiastro, smorto via via verso l’orizzonte). Non stendete il colore sul colore fresco, ma attendete che il fondo arrivi ad un certo stato di essiccazione o che essicchi completamente. Ci sono zone che si lavorano meglio con un fondo non completamente asciutto.

Tutto quello detto per il mare vale per i fiumi i laghi e ….. le pozzanghere.

Al menù di inizio corso di pittura

Il mio nuovo libro: Dipingere al di là della tecnica col cuore el’emozione


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