Dipingere le nuvole

Le nuvole e il cielo

Nella pagina precedente abbiamo visto l’importanza di dipingere il cielo con colori che debbono variare in ogni centimetro quadrato della tela. Adesso che andiamo a dipingere le nuvole dobbiamo rispettare la stessa regola. Sempre nella pagina di “Come dipingere il cielo” ho parlato soltanto di cose importanti, ma soltanto generiche senza voler interferire troppo sulla preferenza coloristica perché, per quanto riguarda la scelta del colore e le loro mescolanze, dovrà dipendere soltanto dal vostro gusto personale.

Quindi vi dico spassionatamente … abbiate piena libertà! Nel momento in cui vi viene spontanea la domanda “Ma adesso …. questa cosa …. di che colore la faccio?” o questa “Quale è il colore che si affianca meglio a questo soggetto?” vuol dire che qualcosa vi ha bloccato, e che la pittura non vi sta più rilassando o scaricandovi dalle tensioni della vita giornaliera ma vi sta insidiando! Prendete per scontata questa regola sugli abbinamenti dei colori: Non accostate mai un colore puro ad un altro colore puro, o meglio ancora …. non impiegate mai colori puri nei vostri dipinti perché distruggono i colori delicati e gradevoli stesi precedentemente sulla tela.

Monet - il bacino di Argenteuil
Monet – il bacino di Argenteuil

Delle nuvole …. osservate la loro collocazione, le loro masse, la prospettiva e le ricche variazioni cromatiche che sono vive in primo piano e sempre più smorzate verso l’orizzonte.

 Le nubi bianche non vanno dipinte con il bianco uscito dal tubetto perché il bianco è il colore (o non colore se preferite chiamarlo così) che indica la più alta luminosità. Se una nube viene dipinta con il bianco del tubetto significa che la fonte di luce che la illumina è più bianca del bianco. Qualcosa non torna! Una nube tutta bianca distrugge il cielo ed il paesaggio sottostante. Un quadro, quando è completamente dipinto è stato creato di una miriade di paragoni e giustificazioni i quali debbono avere sempre delle risposte esaurienti (spesso razionali, ma anche quelle provenienti semplicemente dal sentimento). Questo cosa implica? Presto detto! Se al termine del quadro paesaggistico, dopo aver dipinto secondo la ragione ed il sentimento, io inserisco una nuvola bianca, dovrò ritoccare tutto il paesaggio e dargli un nuovo chiaroscuro che giustifichi quella massa abbagliante. Immaginatevi il trauma! Ecco che è venuto alla luce il primo errore sulle nuvole! Anche se fatta bene, la nuvola può distruggere un quadro!

Dipingere le nuvole non è così semplice come si pensa e molto spesso veniamo da loro subdolamente ingannati. Le nuvole hanno le loro leggi che debbono essere rispettate: queste sono soprattutto questione di disegno, di prospettiva (aerea e lineare) e di valori tonali. Occorre studiarne bene forma, profondità e collocazione spaziale, il contrasto coloristico e luministico, le varie (spesso numerose) variazioni tonali, le ombre addotte e quelle proprie, le luci riflesse. Quando tutti questi elementi non sono ben presi in considerazione, anziché dipingere nuvole si ottengono macchie più o meno biancastre che scompigliano tutto il dipinto.

Nel dipingere le nuvole siate dominatori! Siete voi che dovete modellare e creare effetti di volume, profondità, collocazione e variazione coloristica! Perché dico questo? Perché’ capita spesso di accettare come nuvola un qualcosa apparsa per caso sulla tela che sembra veramente una “bella nuvola” e che …… magari aggiustandola ….. potrebbe venire meravigliosa. Allora che fare? Quella macchia, che ci dà un buono spunto, incominciamo ad accarezzarla, ad arricchirla di colore, a dargli forma. Vi allontanate dalla tela per vedere il risultato globale e vi accorgete …….. che è una catastrofe! Siete stati semplicemente dominati dalla tela! Tenete sempre presente che è il pittore che deve dominare la tela, plasmarla e renderla come lui la vuole! Non accettate mai di modellare un oggetto che si sta profilando per caso. A limite, se vi piace, lasciatelo così ma non fatevi tentare di fare ciò che vuole la tele.! Vi annienterebbe!

Eccoci finalmente arrivati al succo che descriverò in pochissime parole. Ho preferito fare una lunga introduzione perché, questa, è più importante delle prossime parole. Innanzitutto prendiamo in considerazione le due cose più importanti che sono le prospettive (aerea e lineare). Osservare bene il contesto generale del cielo e cercate di vedere se le nuvole si dividono in gruppi distinti, oppure riempiono il cielo a macchia di leopardo, oppure sono una massa uniforme. Nel primo caso i gruppi di nuvole più vicini dovranno essere rappresentati sulla tela con dimensioni più grandi (prospettiva lineare) e con colori più nitidi (prospettiva aerea che implica colori più contrastanti). Nel secondo caso agire alla stessa maniera ma singolarmente. Nel terzo caso considerate il cielo come il tetto di un grande capannone, quindi seguite le linee prospettiche e le regole aeree del “più nitido da vicino” e dello “sfocato e grigio da lontano” Tutto questo non basta! Osservate bene l’intensità e la provenienza della luce e date corpo alle nuvole in base a questi parametri.

I colori da usare: Dal bianco al nero ……. tutti! (attenzione all’incompatibilità fisica). Più gamme volete accostare sulla vostra tela e più il quadro riuscirà a cantare. Ma attenzione! Le differenze di colore tra una pennellata e l’altra devono essere quasi impercettibili! Anzi …. uguali ma con la consapevolezza di averci aggiunto una piccola variazione. Perciò iniziate prima a dare corpo alle nuvola con grossi spazi di chiaroscuro (più evidenti da vicino e più sbiaditi da lontano), poi realizzerete altri piccoli spazi chiaroscuro sia dentro i chiari che dentro gli scuri. Aspettate che il quadro sia completamente essiccato ed inserite dentro questi spazi miriadi di pennellate con leggerissime variazioni – come spiegato sopra – fatte da impercettibili variazioni cromatiche, ma con la consapevolezza di averci messo altro colore.

Volendo essere ripetitivo sulle variazioni cromatiche, adottate questa regola per realizzarle: Mescolate alcuni colori per ottenerne uno di vostro gusto. Stendete una pennellata di questo colore sulla tela. Formate un variazione sulla tavolozza con una piccola aggiunta di altro colore e mettete a confronto il nuovo composto con il precedente. Ebbene devono essere uguali, ma con la consapevolezza che avete effettivamente aggiunto il colore! Scusate la ripetizione ma deve essere così. Anche questo è uno dei tanti inganni che il pittore deve saper elegantemente inserire nella tela. Il dipinto così rifinito sarà certamente percepito dall’occhio!

Cosa evitare nel fare le nuvole? In pittura è ammesso tutto! Molti pittori dipingono le nuvole con le più svariate tecniche che no sto ad elencare perché, dipendendo da persona a persona, sono infinite. Eliminate quelle che agiscono in automatico e contro la vostra volontà. In parole povere eliminate quelle tecniche che danno risultati a sorpresa come ad esempio il batufolo di cotone, o lo spray dato attraverso il movimento di oggetti davanti al getto, o altre cose simili. Ogni centimetro della vostra tela deve essere ricoperto da pittura di gusto proveniente dal vostro interno.

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