Dipingere il cielo ad olio

Entriamo direttamente nella pratica della pittura, iniziando a fare qualche esercizio e studiare parzialmente il paesaggio.

Il cielo è una parte di fondamentale importanza del paesaggio; talvolta può prendere molta parte della tela ed occupare il maggior spazio dell’inquadratura; esistono pittori che sono specialisti nel dipingere cieli, altri nel dipingere marine; generalmente nel dipingere un paesaggio si inizia dal cielo. Gli impressionisti facevano così.

Le gamme cromatiche che stendiamo per la creazione dei cieli e della loro luminosità, influenzeranno ed armonizzeranno tutti i colori dell’intero contesto, sia esso mare, terra o altra natura. Il cielo è di fondamentale importanza. Esso non ha un solo colore e la sua tonalità non è soltanto quella tendente all’azzurro.

Vi raccomando di recarvi di fronte ad una marina soltanto per dipingere cieli a volontà: sereni, grigi, con nuvole, al sorgere del sole, durante la mattina, nel pomeriggio, con alcuni grossi cumuli. Vedrete effetti meravigliosi. Potrete anche scegliere lo stesso cielo come tema principale dell’opera che vi apprestate a dipingere. Allora il vostro cielo, con una striscia di mare e di montagne grigie e lontane all’orizzonte: un tema che viene spesso interpretato, ma che è sempre efficace, specialmente nel campo dello studio preliminare della pittura.

103 monet - Regate ad Argenteuil
Il cielo in un’opera di Monet: Monet – Regate ad Argenteuil

Il cielo nel paesaggio

Alla data odierna, per esigenze tecniche, non mie ma di Youtube, il video deve essere sotto i 10 minuti.

Quindi ho dovuto rinunciare ai tre colori base che sono abituato a stendere sul fondo prima i realizzare i miei quadri perché avrei sicuramente superato il tempo.

Sono partito cioè da un odioso fondo bianco.

(sopra il mio video su come dipingere il cielo in sette minuti)

Quando il cielo è completamente sereno, vi accorgerete che il suo colore è molto più intenso in alto che all’orizzonte, dove ha la tendenza a schiarirsi. Questa è una costante. Altra cosa importante da prendere in considerazione è che, nella parte alta, l’azzurro tende verso il rossastro (generalmente quel carminio violaceo), ossia si avvicina più all’azzurro oltremare, mentre scendendo verso la parte bassa, avvicinandosi all’orizzonte, l’azzurro difetta di intensità e tende un po’ verso le gamme grigio-gialle.

Ecco il primo consiglio: il cielo, anche se è del tutto sereno, non dovete dipingerlo con sfumatura armonizzata perfettamente in tutto il suo insieme. Un cielo realizzato in questa maniera risulterebbe, a colpo d’occhio, irreale, sofisticato, e sembrerebbe avere le caratteristiche di un contesto metallico. Bisogna invece creare nel cielo le necessarie vibrazioni di luminosità e di tono, mescolando con gli azzurri o altri colori di cielo da voi scelti (perché no! Il verde, o il rosso, oppure il giallo!), e sopra di esso, altri azzurri, oppure altri colori di toni leggermente diversi. Occorre dipingere con tocchi diversi, avvicendando la pennellata dolce con quella energica e dare musicalità a tutto l’insieme. Occorre perciò eliminare l’uniformità e la monotonia!  Ma questo deve essere fatto, non con piccole aggiunte di colore, ma con piccolissimi e quasi impercettibili aggiunte di pigmento che agiscono sul chiaroscuro e sul cromatismo. Non vi preoccupate se non vedete subito la differenza delle pennellate! Sappiate soltanto che  questa differenza, anche se impercettibile esiste …. perché avete modulato il colore! questo darà poi i suoi risultati nell’intero contesto!

Bisogna tenere sempre presente, che il colore non deve essere necessariamente azzurro o pari ai suoi diretti derivati: se scegliete l’azzurro, potrete dargli una tendenza rossastra, giallastra, violacea, rosata (quella che volete) … e volendo …. potete esprimerlo anche con forte decisione nel giallastro, rosato, verdastro, ecc. Tenete presente qui, l’opportunità di poter scegliere un’infinita gamma di toni caldi o freddi, pensando che potrete dare ulteriore vigore alla gamma scelta, proprio partendo dal  cielo. Quindi ampia libertà, proprio come è ampio e profondo il cielo.

Un altra cosa da tenere presente: Se la luce viene da destra, dovrete iniziare da destra con colori più chiari, che si scuriscono man mano che raggiungerete il lato sinistro della tela, naturalmente senza esagerare troppo.

Dipingere le nuvole

Le cose fin qui dette sono per il cielo di carattere generale, sia tersi, che coperti completamente. Oltretutto, un cielo con più o meno nuvole non è altro che un grande telo sullo sfondo, di toni azzurrini, o rosati, o verdognoli (scuro nella parte alta, più chiaro in quella bassa), sul quale primeggiano varie categorie di nuvole. Da questo ne deriva che, per la raffigurazione di un cielo nuvoloso, si deve iniziare a dipingere questo grande telone di fondo, senza tener conto, fin dall’inizio della seduta pittorica, delle forme nuvolose, proponendosi di dipingerle e quindi di modellarle in seguito.

Dipingere le nuvole sembra assai semplice e spesso si viene tratti in inganno, perché hanno le loro leggi che vanno rispettate: esse sono semplicemente un problema di disegno, di prospettiva e di valori tonali. Occorre studiarne a fondo la forma, la collocazione spaziale, il contrasto, le varie (talvolta numerose) gradazioni tonali, le ombre proprie e quelle addotte, le luci riflesse. Quando questi elementi non vengono presi in seria considerazione, invece di dipingere nuvole si realizzano macchie più o meno bianche che si confondono con il “non dipinto”.

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