Il barrè nella chitarra

L’importanza del barrè sulla tastiera della chitarra 

Il barrè nella chitarra è di fondamentale importanza perché permette di trasportare facilmente in tutte le tonalità un accordo imparato prima posizione. Un La maggiore o minore, un Mi maggiore o minore, un Do Maggiore, tanto per rammentarne i più comuni, impiegando il barrè sono trasportabili facilmente nelle più svariate tonalità. Perciò per ogni accordo imparato in prima posizione, di conseguenza, ne conosceremo un’altra decina in barrè in altrettante tonalità (parlo di chitarra classica, perché nella chitarra elettrica sono molti di più).

Quando per la prima volta, il novello chitarrista entra in contatto con il barrè sulla tastiera della chitarra, il problema diventa sempre serio con relativi scoraggiamenti e tentativi di abbandono. C’è sempre da mettersi le mani tra i capelli, perché posizionare le dita con il barrè per la prima volta significa sottoporre muscolatura e tendini delle mani ad un enorme stress. Quindi bisogna affrontare questo meraviglioso accordo con le dovute maniere. La cosa più spontanea che passa per la mente di uno che inizia l’apprendimento del barrè, è quella di voler farlo suonare subito e perfettamente, quindi trovare la maniera per formarlo immediatamente provando in mille modi il posizionamento delle dita. Non fatelo! Perché se sfortunatamente – come succede spesso – imparate un’errata configurazione ve la porterete dietro con tutto il suo peso per lunghissimo tempo. La prima cosa che non si deve fare è l’insistere a sentir suonare tutte le corde, la seconda che non si deve fare è quella di posizionare con forza le varie dita, la terza cosa che non bisogna fare è il “non ascolto del proprio corpo”. L’accordo in barrè vuole – per essere eseguito in modo funzionale – una posizione perfetta, e finché non si incontrerà tale posizione l’accordo non darà il suo massimo rendimento. Con infiniti tentativi certamente prima o poi si arriverà ad eseguirlo con la giusta velocità ed a sentir suonare tutte e sei le corde ma i difetti acquisiti rimarranno, sempre pronti a darci noia nei momenti meno opportuni.

Invece di andare a tentoni sarà bene seguire una certa logica e fregarsi di ottenete il risultato all’istante. Molti dicono che la cosa più importante è il posizionamento del pollice, perché una volta trovata la sua giusta posizione ed il suo giusto orientamento tutto diventa più facile. Questo è vero ma non accontentatevi soltanto della posizione del pollice! Cercate di appoggiare le dita sulla tastiera dolcemente ed ascoltare le tensioni della muscolatura delle dita, della mano, del polso, del braccio e delle spalle. Ascoltate queste tensioni nei muscoli interessati e quindi eseguite il rilassamento ogni qual volta vi accorgete di averle. Non vi spaventate di tutta questa tiritera perché la si deve fare soltanto agli inizi per un corretto apprendimento del barrè.

Incominciamo a fare una piccola analisi riguardo la posizione del pollice perché è di primaria importanza. La posizione migliore è quella più o meno perpendicolare al manico, più o meno centrale in altezza, più o meno inclinato verso la parte sinistra dell’unghia e … … … esattamente contrastante agli orientamenti di forza delle dita attive sulla tastiera, cioè perfettamente al centro rispetto all’indice ed all’atro gruppo di dita. Nel barrè, approssimativamente, sulla tastiera gravano due forze (sono di più, ma accettiamo globalmente tale affermazione), quella dell’indice e quella delle altre tre dita. Dal momento che queste forze devono essere contemporaneamente contrastate dal pollice con una esatta direzione, provate a sperimentare più posizioni usando un righello. Se avete un righello sulla vostra scrivania, prendetelo da un lato con la mano destra e tenetelo con dolcezza, quindi  con la mano sinistra eseguite un barrè più o meno somigliante ad un sol maggiore. Fate forza con le dita e togliete la mano destra. Se il righello rimane fermo, quella è l’esatta posizione, altrimenti provarne altre.

Adesso è il momento di provare il barrè sulla chitarra, quindi prendetela in mano, poggiate leggermente l’indice sul terzo tasto in modo da coprire tutte le corde, quindi contrapponetegli il pollice. Fate il minimo sforzo possibile e cercate la posizione ottimale per un buon suono su tutte le sei corde.

direzione delle forze
direzione delle forze

Per fare questo dovrete spostare leggermente l’indice più o meno in alto o in basso fino a trovare la posizione più adatta a voi, che può essere di svariate maniere, ma non certamente tanto da stravolgere le posizioni standard: l’indice non deve uscire troppo fuori dal manico e bisogna fare attenzione che nessuna corda corrisponda all’articolazione di una delle falangi del dito, perché quella corda sicuramente non suonerà bene. L’indice deve essere il più vicino possibile alla barretta e più perpendicolare possibile al manico. Non deve essere completamente eretto ma leggermente (dico leggermente!) arcuato e con la superficie di contatto comprendente il suo bordo sinistro. Ascoltate le tensioni muscolari dalle dita alle spalle e rilassate tutto ciò che trovate in tensione.

Direzione delle forze sul manico della chitara
Direzione delle forze sul manico della chitara
sol maggiore in barrè
sol maggiore in barrè

A questo punto provate a fare il Sol maggiore ma senza intenzioni di volerlo sentire suonare. Poggiate leggermente le altre dita nelle varie posizioni e spostate il pollice al centro (non esattamente al centro ma preferibilmente un po’ vicino all’indice) in modo da contrastare la componente della direzione di forze delle dita che provengono dalla tastiera. Ascoltate le spalle, il braccio, il polso e le dita. La mano destra non deve assolutamente fare nulla. Dita leggere e poca forza sulla tastiera vi permetteranno di provare le più svariate posizioni. Non insistete tanto nello stesso esercizio e studiate più posizioni possibili senza l’uso della mano destra e senza premere con forza le corde. Nei giorni successivi rifate gli stessi esercizi e piano piano vi accorgerete di una nuova disinvoltura nella composizione delle varie posizioni. Una volta superato questo ostacolo potrete impiegare progressivamente più forza sulle corde e giorno dopo giorno ottenere un suono sempre più pulito e gradevole. Non dimenticate di ascoltare i muscoli interessati e le spalle! …. e poi …. non tirate il manico della chitarra verso il corpo!

Il segno del barrè viene rappresentato dai numeri romani posto sopra le note musicali e viene riferito al tasto in cui l’indice preme le corde. Tale numero molto spesso viene preceduto dalla lettera “C” (capotasto) o dalla lettera “B” (barra, o barrè). Si veda anche

Chitarra e tendiniti

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Infine ricordate che nell’eseguire gli accordi in barrè:

  • La pressione esercitata dalle dita non deve essere eccessiva.

  • La posizione e l’orientamento del pollice sono cose molto importanti perché la pressione esercitata è principalmente tra l’indice ed il pollice. Le altre dita premono come in tutti gli altri accordi.

  • La punta dell’indice deve appena uscire dal bordo del manico.

  • L’indice non deve premere le corde frontalmente ma leggermente inclinato verso il suo profilo esterno.

  • E’ naturale avere piccoli dolori durante i primi tentativi di prolungamento di posizione. Con la pratica spariranno, ma attenzione ai dolori più intensi che sono sintomo di posizioni sbagliate o carenza di muscolatura, perciò sintomi di pericolo che ci avvertono di non insistere. Abituarsi sin dall’inizio a rilassare la mano subito dopo aver conquistato la posizione.

  • Essere consapevoli che un accordo in barrè eseguito in prima posizione sia il più faticoso di tutti gli altri, quindi nei primi approcci si deve iniziare con posizioni superiori.

  • Come sopra accennato, altra cosa importantissima è quella – almeno nei primissimi approcci con il barrè – di rilassare la mano non appena l’accordo è stato composto. È un ottima abitudine che diventerà spontanea nel tempo. Lasciare un accordo, nel quale le dita sono in forte tensione, compromette disastrosamente la formazione dell’accordo seguente.

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Conosci la tonalità minore che ha 5 diesis in chiave? Conosci la tonalità minore che ha cinque bemolli in chiave?

Risposta alla domanda a bruciapelo: La tonalità minore che ha in chiave cinque diesis è il Sol diesis minore. La tonalità minore con cinque bemolli in chiave è quella del si bemolle minore.


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