La mano sinistra nella chitarra

Imparare a tenerla nella giusta posizione sul manico della chitarra:

Mano sinistra – numerazione: 1 = indice, 2 = medio, 3 = anulare, 4 = mignolo

  • La mano sinistra deve stare sempre con le nocche allineate e parallele al manico e di conseguenza anche il palmo. La parte interna del palmo  deve stare ad una piccola distanza dal bordo del manico. Se volete avere il palmo pressappoco parallelo, anziché esattamente parallelo, vi consiglio di preferire la posizione in cui la giuntura del mignolo sia più vicina al manico.
postura mano sinistra
posizione della mano sinistra, si noto il parallelismo con il manico

Posizione della mano sinistra: Notate che le due dita (1 e 2) della foto sopra riportata non hanno problemi nel raggiungimento simultaneo delle rispettive sbarrette, mentre il terzo dovrà allargarsi di più per raggiungere il punto prestabilito. Inoltre, all’apparenza, sembrerebbe assai arduo che anche il dito n° 4 riesca a raggiungere la rispettiva sbarretta, ma bisogna tenere conto che l’allargamento delle altre tre dita gli facilita il compito.

  • Tutti e quattro i polpastrelli delle dita debbono stare sempre a ridosso della tastiera in modo da avere sempre vicina la corda e, quindi, le note da premere.
  • La presa tra pollice e le altre dita deve essere diretta solo in contrasto tra essi (tra il pollice e le altre quattro dita: si veda la figura sopra inserita). In altre parole la mano sinistra non deve né sorreggere la chitarra, né aggrapparsi al manico della stessa. Lo sforzo di un dito deve essere pari allo sforzo contrastante del pollice. Molto spesso così non è e si tende perciò a tirare il manico della chitarra verso il corpo.
  • I movimenti delle dita della mano hanno una propria traiettoria, cioè vanno sempre verso l’ultima falange del pollice (quella delle impronte digitali). Il dito, che preme la corda a martelletto,  deve seguire una traiettoria ben precisa che rispetti l’articolazione della nocca. Tale traiettoria, se non ci fosse il manico interposto fra il dito dinamico e il pollice statico, dovrebbe portare il primo a toccare il secondo.
posizione pollice
posizione pollice, leggermente inclinato a sinistra

Imparare a tenere il pollice sempre orientato nella stessa maniera sul manico della chitarra.

Il pollice non deve mai uscire fuori dal manico, deve poggiare all’incirca al suo centro, ed una volta scelta la posizione deve rimanere tale per sempre e funzionare come base di riferimento (vale a dire che se lo si sposta per un passaggio assai articolato, lo si deve riportare in posizione primaria). Importante è anche la sua leggera inclinazione verso la paletta che deve rimanere tale in tutte le posizioni (che si scelga l’inclinazione più adatta alla propria mano). Altra cosa importante è l’angolazione del polso rispetto alla mano che deve essere mantenuta il più possibile intorno al valore zero, cioè a 180° (si veda la foto a sinistra). Quando, in una scala si passa dalla prima alla sesta corda, per rispettare l’arcuazione del polso occorre abbassare provvisoriamente la spalla sinistra in modo da compensare l’inevitabile angolazione che toglierebbe agilità ai tendini.

Le dita della mano sinistra debbono raggiungere la corda a martelletto (non a 90° ma inclinate verso il basso)  e il più possibile vicino alla sbarretta: il dito n° 1 deve essere molto inclinato verso la paletta, il 2 leggermente inclinato verso la paletta, il 3 appena un’idea inclinato verso la paletta, il 4 inclinato in senso opposto, mentre le forze sulle corde vanno indirizzate verso il pollice. Quello appena spiegato è valido per i primi quattro tasti, che sono i più ampi. La differenza d’inclinazione si addolcisce ogni qualvolta si raggiunge una posizione superiore, fino a avere – nei tasti alti – le dita praticamente parallele e, quindi, i polpastrelli che agiscono perpendicolarmente alle corde. Importante è il punto di partenza delle dita, che è sempre un po’ sotto la corda e che viene regolato anche dalle loro articolazioni centrali. Per raggiungere la corda, invece, il dito deve usare solo l’articolazione della nocca. Anche per gli accordi valgono le stesse regole, ma compatibilmente con la posizione corretta della mano (esempio: in un “La” maggiore eseguito sul secondo tasto, è preferibile avere il 2 e l’1 più lontani dalla sbarretta e le nocche della mano parallele,  anziché averli vicini alla sbarretta con la mano non parallela al manico). Quando si passa (ad es. nelle scale), dalla sesta corda alla prima, il polso deve ruotare (con asse sulla tastiera) per poter far raggiungere le corde a martelletto. Il pollice, che fa contrasto, ha solo 2 posizioni: Quella delle cinque corde e quella del mi cantino. Durante la rotazione del polso, l’interno del palmo della mano deve essere costantemente parallelo al manico. In questa maniera tutte le dita hanno la stessa distanza dalle corde. A proposito delle due sole posizioni del pollice sinistro, una per le cinque corde ed una per il mi cantino, non è assolutamente necessario passare dall’una all’altra in una scala completa, ma è preferibile usare quella del mi cantino quando si suona il mi cantino e, per la stessa ragione, se dalla prima si passa alla seconda corda, si può rimanere con il pollice nella stessa posizione. L’importante, lo ripeto, è tenere il pollice leggermente inclinato verso la paletta in tutte le posizioni. Soltanto un’inclinazione costante permetterà alle dita di trovare le note senza il bisogno di guardare la tastiera. Molto spesso vediamo in televisione personaggi famosi che suonano con il pollice fuori dal manico e con mani nelle più svariate posizioni. Non possiamo assolutamente dire che sbaglino, perché potrebbero essere “quelle” le loro personali impostazioni di base a cui fanno sempre riferimento. Perciò se  un’impostazione corretta ci permette di suonare bene, un’impostazione un poco fuori dal canone ma mantenuta costante produce più o meno lo stesso effetto. L’importante è che non si cambi impostazione ad ogni cambio di accordo o ad ogni passaggio; in questo caso si perderebbero punti di riferimento molto importanti e saremmo costretti a suonare sempre con l’aiuto dell’occhio. Tuttavia talvolta, in passaggi assai articolati, occorre cambiare orientamento del pollice: il trucco è quello di riportarlo subito nella sua posizione naturale.

Regola importante è quella di poggiare il dito sulla corda sempre a ridosso della sbarretta. Tutto ciò è all’apparenza facile, ma quando dobbiamo lavorare contemporaneamente su quattro tasti la cosa diventa un po’ più complicata. Vedremo che questo si può facilmente attuare quando eseguiamo melodie nelle posizioni alte (cioè dal quinto, sesto, settimo tasto in su). In tal caso le dita si muoveranno facilmente sulla tastiera mentre la mano rimarrà praticamente ferma. Quando, invece, ci troveremo a suonare in prima posizione sarà arduo mantenere ferma la mano, perché senza il suo movimento le dita non potranno raggiungere il ridosso delle sbarrette. Quattro sono gli accorgimenti che la “gente” (sic) impiega per soddisfare la regola della corda premuta a ridosso della sbarretta:

  1. Un leggero traslare della mano sul manico per raggiungere via via tutti e quattro i tasti (con leggere traslazioni del pollice sul retro del manico). Vale solo per le melodie ma è un’operazione sconsigliata..
  2. Inclinare la mano ruotando il polso in senso antiorario in modo da agevolare lo stendere del 2°, 3° e 4° dito per poter meglio raggiungere le sbarrette (il mignolo (4) sarà praticamente dritto, mentre il pollice orientato in posizione inversa a quella sopra descritta descritta). Vale sia per le melodie che per la formazione degli accordi ma è un’operazione sconsigliata..
  3. Avere quattro diverse posizioni del pollice per ogni tasto, cioè ruotarlo leggermente a seconda del dito (o sbarretta del tasto) impiegato. Il dito indice si muoverà con la posizione della mano come al punto 2. Il dito medio con la mano un po’ ruotata in senso antiorario e così via (il pollice avrà quattro posizioni: una cosa pazzesca!). Vale solo per le melodie ma è un’operazione assolutamente  sconsigliata.
  4. Cercare di raggiungere le quattro sbarrette senza traslare la mano o ruotare il polso, raggiungendole semplicemente allargando le dita. Vale sia per le melodie che per gli accordi ed è un’operazione più difficile delle altre tre, ma fortemente raccomandata.

Riguardo i primi tre punti, all’apparenza, avrei potuto fare a meno di inserirli ma li ho dovuti considerare perché talvolta, senza accorgercene, li mettiamo in pratica. Tuttavia, dal momento che si suona anche in polifonia (a doppie e triple note, impiegando contemporaneamente due o tre dita per due o tre corde diverse), le traslazioni della mano e le rotazioni del polso qualche volta si rendono necessarie e, quindi, sono un valido aiuto. Basta non esagerare e ritornare sempre, quando è possibile, alla posizione di base. E poi … cosa dovrebbero fare i chitarristi con le mani piccole? Dovrebbero smettere di suonare? Si dovranno, perciò, aiutare anche con qualche piccolo artificio. Per diminuire la dipendenza verso questi tipi di espedienti occorre rendere più ampio l’allargamento delle dita.

Si veda anche Chitarra e tendiniti

 Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Come vedi l’intervallo “Re – Mi”: dissonante o consonante? E come vedi il suo rivolto “Mi – Re”? 

Risposta alla domanda a bruciapelo: L’intervallo “Re – Mi” è un intervallo di seconda maggiore, perciò è un intervallo dissonante. Il suo rivolto, cioè l’intervallo “Mi – Re” è un intervallo di settima minore, perciò dissonante.


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