Come iniziare a dipingere una tela

Che sia un paesaggio, una natura morta, un ritratto, o qualsiasi altro tema, la regola principale è quella di non iniziare mai con la tela bianca. Tale errore verrà amplificato se si inizia a dipingere e rifinire subito i particolari, sia nel chiaroscuro che nel cromatismo finale, lasciando gran parte della tela senza pittura, anche se per breve tempo.

Ecco cosa bisogna invece fare quando si inizia a dipingere una tela:

Innanzitutto occorre ricoprire il supporto pittorico con un colore, o con più colori che non abbaglino la nostra vista. Escludere il bianco il nero e tutti i quelli forti usciti direttamente dai tubetti.

Se si tratta di un paesaggio sarà bene ricoprire la tela con un colore grigiastro, magari corrispondente a quello che vedete all’orizzonte. Un colore neutro permette di aggiungere con più sicurezza nuove gamme cromatiche senza violenti accostamenti. Mi spiego meglio: Ammettiamo di avere la tela ricoperta con un solo colore (grigio bluastro) e, quindi, di iniziare a stendercene altri mescolati e scelti sulla tavolozza. In questa maniera quelli che abbiamo preferito, dopo essere stati mescolati assieme, non dovrebbero darci grandi sorprese quando poi li stenderemo sulla tela. Viceversa, se i colori ottenuti sulla tavolozza venissero stesi su un supporto con campo rosso risulterebbero quindi alterati rispetto a come apparivano quando ancora appartenevano alla tavolozza. Diverranno invece carichi di verde, colore che il fondo rosso riversa su ogni oggetto aggiunto in quel campo (regola dei colori complementari).

Se si tratta di una natura di natura morta, innanzitutto bisogna stabilire quale sia la fonte di illuminazione e, quindi, in base ad essa cercare la tendenza globale del grigio che andremo a stendere preventivamente sulla tela. Naturalmente questa tendenza grigia varia in ragione della fonte luminosa, che può essere la luce del sole, di una lampada a incandescenza, di una lampada a neon, di una candela, di un focolare, ecc. Ad ogni fonte luminosa bisognerà creare un cromatismo di base ad essa affine.

Quindi, in una tela già preparata con un colore abbastanza “neutro” si può iniziare a lavorare con tutta tranquillità. Chi dà molta importanza al disegno baderà che questo sia preciso e ben fatto, mentre chi considera il disegno un semplice aiuto per potersi orientare meglio nel dipingere, potrà semplicemente abbozzarlo, ma senza stravolgerne troppo la prospettiva. Una volta fatto il disegno (io non lo faccio quasi mai, a meno che non si tratti di un ritratto), occorre agire globalmente su tutto l’insieme, con piena libertà ed un pizzico di razionalità impiegando un leggero e morbido cromatismo. Leggero e morbido significa una coloristica abbastanza delicata con contrasti chiaroscurali ottenuti da mescolanze di più pigmenti, che si smorzano a vicenda, e non da materia uscita direttamente dal tubetto. Questi morbidi e leggeri contrasti dovranno, via via, essere rafforzati al punto giusto, agendo sempre contemporaneamente in ogni parte della tela. Dovrete passare indifferentemente da una zona all’altra del supporto pittorico senza preoccuparvi di portarne a termine i particolari. Tutto deve crescere globalmente e modificarsi contemporaneamente. Una zona che sembra finita, perderà il suo equilibrio coloristico nel momento in cui apporrete colore nelle zone circostanti. Quindi bisognerà ritornarci sopra. Il quadro sarà pronto all’improvviso quando meno ve l’aspetterete: una bellissima sorpresa!

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