Per non sbagliare con le affinità di colore

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Lavorare con i grigi per non sbagliare con le affinità di colore.

Nella pagina precedente abbiamo creato il colore neutro, cioè un grigio con una tendenza ben precisa, da noi scelta.

Creiamo i tre pigmenti che definiremo di “prima tendenza”: abbiamo una grande quantità di colore neutro che ha una certa tendenza; dividiamola in quattro tre parti uguali. Una la lasciamo come si trova mentre alle altre tre aggiungiamo i soliti tre colori base, ottenendo così altri tre grigi con tre tendenze diverse: al blu, al rosso ed al giallo, che insieme a quella “neutra” fanno quattro.

Creiamo i tre pigmenti che definiremo “primo chiaro” ed i tre che definiremo “primo scuro”: ogni colore di prima tendenza lo dividiamo a sua volta in tre porzioni ottenendo in tal modo tre serie perfettamente uguali di colori. Un gruppo lo lasciamo come si trova, ad un altro aggiungiamo soltanto il bianco ed al terzo soltanto il nero.

A questo punto abbiamo un colore neutro che farà da “solista”, tre colori con tre tendenze verso i colori base, tre colori chiari con altrettante tendenze e infine altri tre colori scuri con le medesime tendenze. Totale 10 mescolanze. Adesso potremmo benissimo incominciare a stendere i colori sulla tela, ma incontriamo subito una grossa incongruenza: ho sempre sostenuto di non scurire mai i colori con il solo nero e di non schiarire mai con il solo bianco. Teniamone conto e quindi, ogni volta ci troviamo ad impiegare una di queste nove mescolanze aggiungeremo un pizzico di blu, o giallo, o rosso, a nostro piacimento, in modo da avere sempre efficaci variazioni cromatiche.

Come detto in precedenza, abbiamo una tavolozza con dieci colori precostituiti ma certamente questi non bastano ad arricchire la coloristica del quadro. Cerchiamo poi di integrarla con tutti i colori che vogliamo e, quindi, facciamo uscire da ogni tubetto un pizzico di colore che ci piacerebbe vedere nel dipinto … ma …. che per adesso sia soltanto un pizzico! Questo non dovrà mai essere steso allo stato puro sulla tela (vedremo più tardi quando potrà essere aggiunto).

Adesso la tavolozza è completa di tutti i toni di cui avremo bisogno per la campitura. Tra questi ci saranno anche il bianco ed il nero che serviranno ulteriormente a schiarire e scurire (ricordatevi sempre di aggiungere una puntina di un colore qualsiasi, sempre diverso, ogni volta che schiarite o scurite con detti colori). Quando il quadro sarà completamente campito vi accorgerete che non ci saranno stonature.

Attendete che la tela si sia asciugata completamente e riprendete il lavoro. Troverete certamente in essa un cromatismo alquanto povero che necessiterà di applicazioni di colori più forti. Potrete farlo con tranquillità ma gradualmente rafforzando via via il colore dovrete e quindi raggiungere quelli che madre natura ci pone davanti agli occhi.


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