Mano ferma ed occhio di lince per dipingere?

Come già ho accennato in altre pagine, non ho la pretesa di dare corsi di disegno o lezioni di pittura. Sto soltanto stimolando con le mie curiose stravaganze pittoriche, a chi lo voglia, ad entrare nel meraviglioso mondo della micropittura.

Nel dipingere un supporto pittorico di 5 x 7 mm. si avvertono le medesime emozioni che si provano nella realizzazione di un quadro di “normali  dimensioni”. Io penso che non esista per  l’uomo alcun impedimento tecnico o spaziale fino dimensioni di qualche millimetro.Le varie vibrazioni di cromatismo possono essere create in maniera molto evidenziata, proprio come avviene quando si lavora su un quadro di grande dimensione, con la consistente differenza, che nella minuta tela, molte cose diventano tecnicamente un “po’” più difficili.

Quello  che  vorrei rimarcare è che  la  cosiddetta vista  da “occhio di lince” non è proprio necessaria; è sempre bene accetta, come  in tutte le cose difficili, ma se non c’è, niente paura perché, per la messa a fuoco della piccola tela c’è l’indispensabile stereoscopio.

Lo stereoscopio non è un semplice microscopio che, a differenza di esso, offre agli occhi immagini reali e spazi reali di profondità, ed in più non stanca la vista, neanche quando le sedute pittoriche sono assai lunghe. Anzi direi con una certa sicurezza, che lo stereoscopio fa riposare gli occhi, perché durante il lavoro non ci sono le continue messe a fuoco che servono per eseguire lavori su tele di normali dimensioni. Infatti con lo stereoscopio, una volta trovata e registrata la messa a fuoco della  tela, gli occhi non debbono più effettuare alcuna correzione di messa a fuoco.

Chi ha dei problemi alla vista non si deve spaventare, e può lavorare tranquillamente lavorare con lo stereoscopio, perché questo può correggere i vari difetti della vista. Il problema insorge  quando i difetti di presbiopia o miopia sono tali  da richiedere  registrazioni  personalizzate  dello strumento onde evitare che l’immagine si sdoppi. Una  volta per tutte, dopo la messa a fuoco e la regolazione della convergenza dove avviene l’incontro della doppia immagine dagli occhi, il problema è risolto in modo definitivo.

Quello  che  la tecnica della micropittura richiede è una mano abbastanza ferma. Tanto più è decisa e ferma la mano, tanto più nitide e ricche saranno le gamme cromatiche,  i contrasti, gli stacchi e le forme che dipendono, non solo dai vari accostamenti di macchie di colore,  ma soprattutto dalla – non invasione di colore su altri colori –. In altre parole con una mano non ferma,  mentre si effettua la stesura del pigmento, gli stessi colori vengono accidentalmente mescolati sulla tela a scapito del contrasto, della lucentezza, indebolendo fortemente le  gamme cromatiche.

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