Arte dei suoni e nomi delle note musicali

Come la Pittura è l’arte dei colori, così la Musica è l’arte dei suoni

I comuni suoni che sentiamo giornalmente, gradevoli o sgradevoli al nostro orecchio, sono l’effetto  delle vibrazioni degli oggetti. Tali vibrazioni danno origine ad una miriade di effetti acustici, che possono essere globalmente raggruppati in due distinte categorie: “determinati” ed “indeterminati”.

I primi sono generati da vibrazioni con frequenze regolari e vengono – in modo gradevole e classificabile – percepiti dal nostro orecchio; i secondi sono invece il prodotto di vibrazioni irregolari, che vengono avvertiti come rumori od altro inclassificabile modo.

 Nella Musica viene naturalmente preso in considerazione soltanto il primo gruppo, che possiamo definire come categoria dei suoni musicali. In rapporto alla frequenza di vibrazione, questi suoni variano dal “grave” all’ “acuto”. Naturalmente, data la vastità del campo di frequenza, dobbiamo escludere le fasce basse e quelle alte che non vengono percepite dall’orecchio umano. Siamo quindi in grado di distinguere tutti i suoni musicali che arrivano al nostro orecchio. Questi sono stati ordinatamente sistemati per formare la “Scala generale dei suoni”, quella che comunemente chiamiamo “Scala musicale“.

Per il riconoscimento di detti suoni ci serviamo di sette lettere dell’alfabeto o di sette nominativi: A – B – C – D – E – F – G, ovvero Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si. È bene abituarsi subito all’inizio a prendere confidenza con entrambe le denominazioni perché, soprattutto negli accordi, capiterà di trovare spesso quella rappresentata dalle lettere. La lettera “A” corrisponde al La, la “B” al “Si”, la “C” al Do, ecc. Questi simboli raffigurano soltanto sette note ascendenti, ma sappiamo che sono soltanto una piccola parte della scala musicale.  Quella della chitarra classica comprende più di tre ottave (un ottava comprende otto note, ovvero do, re mi, fa, sol, la, si, do) che partendo dal Mi della sesta corda arriva al Si della prima corda (diciannovesimo tasto). Le note “Mi” intermedie sono: il Mi della quarta corda (secondo tasto), il Mi della prima corda (a vuoto), il Mi della prima corda (dodicesimo tasto). Altri “Mi” intermedi simili si trovano in corde intermedie in diverse posizioni.

Ritornando alle sette note, dopo il Si viene di nuovo ripetuta la solita sequenza: Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si. Questa apparterrà ad un’ottava superiore a cui seguiranno altre ottave superiori. Per lo stesso motivo, ma in senso inverso se si ragiona sulla discesa, sotto il Do avremo la sequenza di: Si – La – Sol – Fa – Mi – Re – Do, che apparterrà all’ottava inferiore. Ma qui noi dobbiamo fermarci perché l’ultima nota in discesa nella chitarra non è il Do, bensì il Mi (sesta corda a vuoto).


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