Cinque esercizi di ritmo elementare

I primi cinque esercizi di ritmica per chitarra (esercizi progressivi)

Esercizio ritmico n° 1 in Re minore

(non coinvolgete la sesta corda, che non appartiene all’accordo).

Gli accordi maggiori saranno indicati con il solo nome (esempio: Do maggiore = Do)

Si raccomanda di accentare bene tutte le prime pennate di ogni battuta, battere il piede e di contare ad alta voce in tutti gli esercizi.

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Esercizio n° 1 in Re minore

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Esercizio di ritmica n° 2

in Re minore (non coinvolgete la sesta corda perché non appartiene al Re minore. Per quanto riguarda il La7, essa appartiene all’accordo ma per adesso escludetela per non non essere costretti a controllare la sua vibrazione, che risulta più forte delle altre corde).

L’esercizio consiste  nel calibrare i due accenti (primo e secondo tempo di ogni misura, ovvero prima e seconda pennata di ogni misura). Abituarsi a cambiare agevolmente questi due accordi è di fondamentale importanza, perché tale sequenza, Re (maggiore o minore) e La7, la incontrerete spessissimo in quasi tutte le canzoni. Per sequenza non intendo quella riferita ai nomi assoluti dei due accordi ma alla sequenza “Tonica e Settima di dominante”, ovvero: DO e Sol7, Mi e Si7, Fa e Do7, Sol e Re7, La e Mi7, Si e Fa#7.

Accentate bene la prima pennata. Prima di impiegare il metronomo fate qualche esercizio svincolandovi dalla metrica del tempo. L’esercizio non si deve limitare alle pennate sul Rem e La7 ma su tutti gli accordi minori e maggiori seguiti dalla rispettiva dominante (ho semplificato non chiamandola “settima di dominante”). Quando passate da un accordo all’altro (dalla tonica alla dominante e viceversa) cercate di captarne e memorizzarne l’emozione … è importante: l’accordo di settima ci dà una certa ansia, e l’emozione che ci provoca è quella incitarci a ritornare di nuovo sulla Tonica. Fateci caso perché la cosa è di fondamentale importanza! Se non sentite quello specifico richiamo … riprovate … e riprovate … e riprovate di nuovo …

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Esercizio ritmico n° 2

Esercizio n° 3 in Do Maggiore.

L’esercizio vi abitua oltre al cambiamento di accordo, che deve essere tempestivo, all’ascolto delle emozioni provocate dai vari passaggi: nello specifico “dalla Tonica alla dominante”, dalla “Tonica alla sottodominante” e poi, tramite la dominante, di nuovo alla Tonica. Memorizzate bene queste emozioni e sarete già un bel pezzo avanti per quando dovrete ricercare gli accordi di una canzone. Queste combinazioni di accordi si trovano spessissimo. Imparatele in tutte le tonalità … a pappagallo. Il Re maggiore avrà il La7 come dominante ed il Sol Maggiore come sottodominante … ecc … Una regola – della serva, ma efficientissima – per averle immediatamente presenti è quella di contare gli accordi sulle cinque dita della mano a partire dal pollice, che indicheremo come tonica. Perciò se la Tonica la facciamo combinare con il pollice, la dominante sarà sempre sul mignolo e la sottodominante sull’anulare. In altre parole, se abbiamo un Do (Tonica), un Sol7 (dominante) ed un Fa (sottodominante) e vogliamo cambiare la loro sequenza in un’altra tonalità (ad esempio in Sol), facciamo come segue: Il Sol sarà la nuova tonica (pollice), il Re7 la nuova dominante (mignolo) ed il Do la nuova sottodominante. Attenzione a non abusare di questa regola per trasportare tutti gli accordi perché non funziona sempre: mentre la dominante e la sottodominante si trovano sempre al quinto e quarto grado (mignolo e anulare), le stesse, e gli altri accordi, potrebbero talvolta risultare alterati di mezzo tono: infatti, preventivamente sappiate che la sottodominante di Fa (all’anulare), pur essendo al quarto grado non è un Si ma un Sib. Stessa cosa per giri di accordi aventi per tonica il Si: non troveremo il Fa come dominante ma il Fa#. Perché? Spiegare il perché in questa pagina sarebbe fuori luogo. Occorre studiare la formazione delle scale e degli accordi.

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Esercizio ritmico n° 3

Esercizio ritmico n° 4 con passaggio da minore a maggiore.

L’esercizio è molto semplice perché trattasi di aggiungere o togliere il dito n° 1 (l’indice, ma è meglio chiamarlo con il numero 1 dato che appartiene alla mano sinistra). Questo vi farà capire la differenza tra un accordo minore ed il suo corrispettivo maggiore. Il primo ha un’armonia triste, mentre l’altro la rende più allegra.

Per adesso la mano destra deve soltanto occuparsi di dare due pennate per battuta (una vigorosa ed una debole, entrambe verso il basso). Abituatevi a battere il piede ad ogni movimento: fare questo, per adesso, è fin troppo facile … ma quando inseriremo altri tempi deboli (in ottavi, sedicesimi e terzine) saranno guai! Ma con un po’ di buona volontà certamente si supereranno i vari ostacoli.

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Esercizio n° 4 con passaggio da minore a maggiore

Esercizio di ritmica n° 5 in La minore

Attenzione! Non fatevi confondere dal fatto che, se il primo accordo è Mi maggiore, il pezzo è considerato in Mi maggiore! Non è così: ascoltate bene la sequenza e sentirete che l’emozione che vi dà il senso di riposo ed appagamento avviene con l’ultima pennata (La minore). Memorizzate l’emozione provocata dal cambio di accordi Lam – Mi7 – Lam, assai comune nei pezzi musicali (come pure i vari trasporti tipo “Mim – Si7 – Mim”, “Rem – La7 – Rem” ecc…)

In questo esercizio, nonostante le pennate siano ancora tutte in giù, avviene qualcosa di diverso. Aumentando la velocità vi accorgerete di effettuare un ritmo vero e proprio. Magari, all’inizio, provatelo con il solo accordo di Mi maggiore aumentando gradatamente la velocità.

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Esercizio di ritmica n° 5


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