Chitarra e tendiniti

La chitarra, quella che si studia in questo corso (chitarra classica), è uno strumento la cui cassa armonica è abbastanza voluminosa. Questo comporta, sia in fase di studio che di esibizione, generalmente un impiego in posizione seduta.

Da come vedremo nelle pagine delle posture delle mani (destra e sinistra), delle braccia e del corpo, la chitarra deve essere appoggiata sulla coscia sinistra flessa e leggermente sollevata appoggiando il piede su di un poggia-piede regolabile in altezza, in base alla configurazione fisica del chitarrista (si può scegliere anche di appoggiarla alla coscia destra e senza il poggia-piede ma tenendola in modo diverso: si veda per questo la pagina “Posizione della chitarra“).

 In caso di chitarrista destrimane e che abbia già assimilato tutte le corrette impostazioni, sia posturali che tecniche, il suo braccio sinistro, durante gli esercizi, risulta morbido rilassato (comunque sempre pronto a permettere velocità scattanti) con avambraccio quasi completamente flesso e libero di agire e far scorrere agilmente le dita sui tasti interessati.

Il braccio destro invece, senza che spesso ce ne accorgiamo, si dispone con spalla in forte antepulsione (ovvero in atto di spingere in avanti la chitarra) e spesso a questo – per una legge fisica della “leva” ma anche per pura volontà del suonatore –  si aggiunge il fatto che il manico della chitarra si avvicina un po’ troppo alla spalla sinistra, anche per dar modo di seguire meglio le dita sulla tastiera. In questo modo aumenta l’asimmetria posturale incidendo notevolmente sulla sola spalla destra (troppo in avanti, o meglio: troppo ruotata verso l’interno), e questo succede molto spesso in caso di pezzi veloci da solista.

Ciò ci fa capire perché molti professionisti della chitarra soffrono spesso di tendinite alla spalla destra (cuffia dei rotatori), quasi sempre in conseguenza al fatto che si attivano i trigger points del sottospinoso o quelli appartenenti al piccolo rotondo, più sporadicamente quelli del sottoscapolare: è infatti questa la muscolatura maggiormente sottoposta al “gioco” nelle varie posture del suonatore di chitarra. Quest’ultima è, come se non bastasse, lo strumento che richiede – sia nel pizzico della mano destra che nella preparazione delle note della mano sinistra – una consistente tensione dei flessori delle dita e, se il chitarrista non è stato bene educato sin dall’inizio ad impiegare soltanto la forza necessaria alla produzione delle note, aumenterà certamente lo stato di tensione di tutto il suo corpo.

Nella mano sinistra (pollice compreso), la tendinite riguardante i flessori delle dita – differentemente a quanto si pensa – è invece assai più rara nei musicisti professionisti, ma comunque assai consueta nei dilettanti (quindi, attenzione!), soprattutto in coloro che intraprendono lo studio da autodidatta, che strimpellano senza aver assimilato le principali posture basali.

Analizzando bene gli arti inferiori (cosce e gambe) si può riscontrare che un’eccessiva postura di flessione della coscia sinistra (poggia-piede troppo alto) sul tronco cagiona spesso marcate parestesie o zone doloranti – non proprio localizzabili – che si irradiano lungo gran parte del nervo sciatico, proprio come una consistente delordotizzazione lombare fa insorgere le lombalgie. Questo è purtroppo favorito dal fatto che molti musicisti enfatizzano inconsapevolmente anche la cifosi dorsale – quando li vediamo “avvolgersi” insieme allo strumento – per aver meglio sotto controllo tutta la tastiera.

Fortunatamente l’asimmetricità di detta postura può essere volontariamente corretta bilanciando nel modo ottimale con la chitarra tra le spalle, per esempio portando più lontano la tastiera dalla spalla sinistra, diminuendo così la tensione sull’altra spalla; questo implica, tuttavia, che il suonatore si debba abituare a formare le note senza osservare continuamente la tastiera, cosa per i principianti assai difficile. Oltre a questo bisogna sempre ascoltare le spalle e, quindi, riconoscere la disgraziata tendenza ad afflosciarle facendole cadere sullo strumento, e cercare di mantenere il rachide (la schiena) in una posizione rilasciata e fisiologicamente perfetta.

Per quel che concerne la problematica delle tendiniti del carpo e della mano (si parla generalmente della sinistra nei chitarristi destrimani), quasi sempre hanno origine da un’impostazione errata delle dita o della mano, ma talvolta, non proprio sporadicamente, è riferibile soltanto alla forma dell’impugnatura in relazione alla configurazione fisica della mano, generalmente quella sinistra.

Infine – e questo non riguarda il mondo della “chitarra classica” ma soltanto i musicisti che suonano in piedi – una errata scelta del peso della chitarra può influire considerevolmente sulla base del triangolo superiore, provocando cervicalgie e cervicobrachialgie dovute, naturalmente, a compressione.

Domanda a bruciapelo sulla teoria musicale con risposta in fondo alla pagina : Quante note alterate ha la scala di Re maggiore?

Risposta alla domanda a bruciapelo: La scala di Re maggiore, rispetto alla scala naturale (Do maggiore), ha due note alterate, che sono Fa# e Do#.


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