Pianificare lo studio della chitarra

Chi non vorrebbe suonare come quei chitarristi che vediamo spesso in televisione o nei grandi concerti? Molto spesso ci domandiamo su come abbiano fatto a raggiungere quella notevole preparazione, o anche ci chiediamo se noi stessi potremmo un giorno almeno avvicinarci a quei livelli. Intraprendere lo studio della chitarra e poi riuscire a suonarla con controllo e, allo stesso tempo, con grande disinvoltura richiede certamente enormi sacrifici ed anni di studio, ma non si tratta di cose irraggiungibili: occorre caparbietà, determinazione e moltissimo impegno.

Dobbiamo innanzitutto pensare che quei big hanno una struttura fisica per niente diversa dalla nostra: anche le loro mani sono formate da cinque dita. Il motivo per cui la maggior parte degli aspiranti chitarristi non riesce a raggiungere quei favolosi livelli, nonostante il potenziale talento di alcuni di essi, dipende soprattutto dal fatto di non saperne pianificare il metodo di studio e, talvolta, addirittura di non saper neanche cosa dover studiare e da dove incominciare. Il materiale didattico certamente non manca (se ne trova a vagoni in Internet e nei negozi di musica) ma, se è male organizzato per il raggiungimento di ben precisi obiettivi, il desiderio si fa alquanto irrealizzabile. Il segreto sta proprio nella giusta pianificazione, nonché nell’azzeccata personalizzazione dello studio. Studiare meno e ciò che è veramente necessario!

Troppo spesso l’autodidatta lamenta la mancanza di un piano di studio ma non fa nulla per costruirsene uno che si sposi con le proprie esigenze. Il piano da configurare dovrebbe avere delle caratteristiche che lo rendano flessibile, fluido, incisivo, fruttuoso e … soprattutto creativo. Togliere un po’ di spazio a quei noiosi e ripetitivi esercizi, che talvolta portano alla nausea, e dedicarlo alla pianificazione ed al metodo di studio può portare a risultati eccellenti e ad uno spirito ancor più sereno, inserendo la varietà costruita non su esercizi occasionali ma nel rispetto di un range variabile nell’arco della settimana, con schemi prefissati ed altri intercambiabili.

Dire a se stessi “Ho comperato la chitarra, faccio un giro in Internet, trovo il sito di busonero.it e la imparo a suonare” è come dire: “Ho comperato un biglietto per andare a Milano, vado alla stazione, prendo il primo treno che si ferma e ci imbarco sopra”. Dove andrà quel treno? In questo sito-web, insieme alla didattica, troverete moltissimi consigli. Ebbene! … Alcuni di questi saranno certamente da escludere (non adatti al raggiungimento di un certo obiettivo), altri invece dovranno essere seguiti alla lettera, altri potranno essere presi in considerazione soltanto in alcuni casi, ecc. Quindi, non comprate il biglietto per Milano se non sapete come informarvi sugli orari dei treni! Battuta a parte (ogni tanto ci vuole: siamo o non siamo nel mondo delle battute … musicali? :-), innanzitutto occorre chiarire gli obiettivi, per cui si dovrà per forza stabilire i principali aspetti di ciò che vogliamo sviluppare. Ad esempio, se si vuole iniziare da zero e con serietà lo studio della chitarra classica, non si può fare a meno di seguire un serio corso di teoria musicale.

Queste sono certamente le cose principali da definire ed aggiungo che l’aiuto di un buon maestro può rendere la cosa assai più facile, perché egli vorrà essere informato sulle aspirazioni dell’allievo e quindi mettere a disposizione tutta la propria esperienza per la pianificazione dello studio.

Un autodidatta che già da qualche mese suona la chitarra, quando prova ad eseguire un brano il cui risultato non lo soddisfa affatto si troverà di fronte ad un irrisolvibile problema: perché non riesce ad eseguirlo nella giusta maniera? … Potrebbe trattarsi di difetto tecnico della mano destra, o della sinistra, oppure di un accento errato, della ritmica invertita, della male interpretazione del pezzo, di fattori dinamici, di concentrazione, … ecc..

Chi glielo fa capire? Quindi, concedetevi un po’ di tempo per delle preventive riflessioni … soltanto voi siete a conoscenza del vostro obiettivo … una volta stabilito partite decisi!

Domanda a bruciapelo sulla teoria della musica: “Su quali scale si basano le tonalità?”

Risposta: le tonalità si basano sulle scale maggiori e su quelle minori. Nella scala maggiore compaiono cinque intervalli da un tono e due intervalli da un semitono disposti nella seguente sequenza, come ad esempio per la scala di Do maggiore: Do + 1 tono = Re + 1 tono = Mi + 1 semitono = Fa + 1 tono = Sol + 1 tono = La +1 tono= Si + 1 semitono = Do.

Nella scala minore compaiono tre intervalli da un tono, un intervallo da un tono e mezzo e tre intervalli da un semitono disposti nella seguente sequenza, come ad esempio nella scala di La minore: La + 1 tono= Si + 1 semitono = Do + un tono = Re + 1 tono = Mi + 1 semitono = Fa + 1 tono e mezzo = Sol# + 1 semitono = La.La scala che abbiamo considerato è quella melodica ascendente.


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